Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da goldenboylepre » 29/06/2019, 18:08

In attesa della definitiva esplosione del giocatore. secondo me, più importante della nostra difesa Malik Hooker, sono riuscito a trovare un video che fa capire che razza di atleta è sempre stato Malik (parliamo di High School quando non aveva deciso ancora la strada da intraprendere)

E' il secondo della lista

:shocking: :shocking: :shocking: :shocking: :shocking: :shocking: :shocking:



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da Strembald » 29/06/2019, 20:26

goldenboylepre ha scritto:
29/06/2019, 18:08
In attesa della definitiva esplosione del giocatore. secondo me, più importante della nostra difesa Malik Hooker, sono riuscito a trovare un video che fa capire che razza di atleta è sempre stato Malik (parliamo di High School quando non aveva deciso ancora la strada da intraprendere)

E' il secondo della lista

:shocking: :shocking: :shocking: :shocking: :shocking: :shocking: :shocking:
L'anima de li mejo!!  :shocking: :shocking:
 



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da Strembald » 07/07/2019, 17:21

Prosegue l'analisi della stagione scorsa in questo luglio bollente e immobile. Diamoci dentro.

4a Puntata: Week 4, Texans@Colts




Partita fondamentale, prima divisionale della stagione, abbiamo già due L alle spalle. E purtroppo cattive notizie per la nostra linea: oltre a giocare con Haeg e Clark, si aggiunge Denzelle Good. E infatti in alcune azioni facciamo davvero fatica a contenere la loro DL (ne fanno le spese soprattutto Hines e i WR piccoli.

Per fortuna c'è Hilton che abbiamo capito che quando vede il toro con la stella, diventa misticamente posseduto dagli spiriti magni del Football. :notworthy: :notworthy: :notworthy:
La buona notizia è che nel primo drive Luck è perfetto, e si arriva in breve in endzone. Pascal mette il segno. 7-0 per noi.

Al cambio possesso abbiamo una notizia buona e una cattiva: Affrontiamo i Texans che in questa stagione sono la squadra che più lentamente mette punti all'inizio della partita, e in più torna operativo Denico Autry fra le nostre fila. La cattiva è che ci troviamo uno fra i QB più mobili della lega (Watson) che per fortuna qualche volta pasticcia un pò, e poi quel fenomeno di Hopkins che è una vera spina nel fianco. Ma li conteniamo bene e puntano.

Ma arrivano i primi dolori. Intano il punt loro è meraviglioso e ci ributta a 1 yd dalla nostra endzone, con grandissimo pericolo. Ma ecco uno snap orribile di Kelly, la palla ballonzola, nessuno la prende. Anzi qualcuno la prende, ma ha la divisa bianca. ed ecco il pareggio è servito. 7-7.

Al cambio palla piove sul bagnato. Prima un false start su 3rd & 10 di quello sveglione di Good, e poi Clark non si accorge che davanti a lui non c'è un pivello ma Clowney, e arriva il primo sack. Male.

E loro ci puniscono, infatti in quattro e quattrotto mettono a segno un altro TD fra Watson, Fuller e Hopkins che vanno spediti. 14-7 Texans.

Luck non vive serenamente nella tasca, è in continua pressione e certo i drop dei RB e dei WR non lo aiutano. Menzione d'onore solo per Ebron (che si prende un provvidenziale fallo) e Hilton che chiude un lunghissimo terzo down. Del resto non funziona nulla. Punt

Grazie al cielo anche il loro drive successivo è pochissima roba. Palla di nuovo a noi. che la restituiamo poco dopo con un altro Punt. Ricambiato ancora dagli avversari. Partita in fase di stallo.

Tuttavia rendiamo ancora uno spettacolo pietoso dove Luck è l'unica vera vittima. Drop indecenti di RB e WR (specialmente Grant) e linea perforabile sempre sull'esterno (vero che contro abbiamo 2 fra i migliori DL della lega, ma Good non dà mai tranquillità). Altro punt.

I Texans hanno davvero diversi bonus per mandare a buon fine il drive: Watson mobilissimo che ci da un sacco di problemi, posizioni di campo vantaggiosissime ad inizio drive e O'Brien che prende grandi rischi e converte un 4th&6 a metà campo. Tuttavia la difesa fa un lavoro davvero ottimo con Desir e Autry che fanno dei placcaggi di un'efficacia e di una pulizia stupefacenti. E lo stesso Watson tenendo troppo la palla, a volte ci facilita il compito. Si galleggia ancora senza affondare.

Ma ecco un altra cappellata. Una Linea collassata sugli esterni obbliga Luck a sgattaiolare per vie centrali, ma il sig. Watt è troppo vicino e Luck non ha una buon presa. Risultato: strip sack, palla persa e subito TD loro. Il nostro attacco ha regalato a questi tizi 14 punti puliti, che a mio avviso non avrebbero mai segnato in condizioni diverse. Partita fin qui da polli per l'attacco.

Fortunatamente arrivano 3 punti anche per noi, grazie a Grant (che si riscatta in parte per alcuni suoi drop clamorosi) e grazie a Clowney che fa un sacco di offsides in down importanti che ci tengono in vita (pessima attitudine del ragazzo che per questo motivo non metto a livello degli altri fuoriclasse). Peccato che dall'altra parte Clark a Clowney non lo contiene mai, e solo la sveltezza di Luck pone toppe alle sue dormite. 21-10 HALFTIME

Ora che forse l'inerzia si inverte ecco che i Texans in attacco decidono di prendere il ritmo, e Watson (che subirà un sacco di sack) porta a casa un lungo drive con TD. 28-10

Questa volta tocca a noi, e nonostante delle brutte azioni, grazie ancora ad Hilton e a una serie di falli di Clowney ancora, ecco che arriviamo a TD finalmente e ci rimettiamo un pochino in carreggiata. 28-17. E avremmo anche la possibilità di fare ancora più male grazie a un grandissimo intercetto di Desir che ci restituisce il pallone, ma non siamo in grado di concludere e il punteggio non cambia.

Nel possesso successivo soffriamo Coutee il RB, e la mobilità di Watson, ma per fortuna nostra su 3rd & 10 si sveglia Kimbo dal torpore e quasi mette a segno un sack. Palla ancora a noi.

Il drive successivo davvero bello nel complesso. Il problema è che a un certo punto facciamo davvero di tutto per rovinarlo, e Luck fa di tutto per tenerlo vivo. ben 3 holding offensivi per un totale di 30 yds di fallo in un solo unico importantissimo drive. Il primo di Good (come ti sbagli), il secondo di Clark (figurati) e il terzo, ahimè del buon Nelson. E poi perdiamo anche Hilton con un acciacco. Ma fanno 3 miracoli il caro Pascal (ricezione ottima con enorme colpo subito ma palla ben tenuta), Hines che si da tanto da fare, e poi Ebron che conclude in TD. Cerchiamo la trasformazione da 2 ma non riesce. 28-23

I Texans però non sono morti, anzi. E i soliti Watson+Hopkins ci mettono in difficoltà. Ma Leonard e Walker contengono i danni. 31-23

Il drive successivo nostro è LETTERALMENTE MAGNIFICO. Passaggi veloci, precisi e taglienti, tutto merito di Luck da una parte, e di un enorme sforzo collettivo del parco WR (orfano di Hilton fino a fine partita). Grant, Rodgers e Pascal fanno veramente la differenza, e Hines conclude in TD. Davvero 7 punti meritatissimi. Anzi no 8!! Su Rodgers ancora. PARITA'

La partita va ai supplementari grazie a un FG sbagliato da loro. Si soffre ancora.

Il primo drive supplementare ci porta a un FG. Orchestrato piuttosto bene ma purtroppo qualche errore di Luck e altri drop ci hanno impedito di portarla a casa con un TD. E dopo il pareggio dei Texans, altro drive nostro che comincia benino, ma che alla fine ci porta a quel famoso 4th&4 su cui tanto si è discusso. Reich pensava di farcela, e sinceramente anche io. Ma il down non si è chiuso ed è bastato un loro FG per mandarci giù in classifica. 1-3



Spunti di riflessione e conclusioni:
1-Luck cresce ancora come stato di forma e precisione. Qualche errore qui e lì lo fa ancora, ma è grazie soprattutto a lui se abbiamo tenuto testa a questi Texans.
2-Parco WR: mi verrebbe da dire tanto tanto impegno e grinta ma poca sostanza. O meglio, la sostanza ci sarebbe in termini di sforzi fatti, ma TROPPI TROPPI DROP. Non possiamo permetterci queste puttanate se a Gennnaio vogliamo giocarci un Championship. Hilton ingiudicabile perchè ha fatto qualche ricezione (come sempre provvidenziale) e poi è uscito per azzoppamento. Il resto è davvero poca roba (Rodgers, Pascal, Grant) dobbiamo riconoscere che non si poteva fare molto di più.
3-TE molto sottotono. Ebron ha fatto un bel TD ma ancora poco coinvolto in un meccanismo vero e proprio. Doyle non giocava. Alie-Cox è entrato, ha fatto un fallo ed è uscito.
4-OL: Clark e Good sono stati a dir poco calamitosi, e quando hai Watt e Clowney davanti, sei spacciato. RIbadisco che Castonzo e Smith sono due ancore inamovibili. e poi ragazzi sti cazzo di holding di merda. Ancora una pesante zavorra. Che palle!
5-RB: si è fatto il meglio che si è potuto


Difesa:
LB: stranamente molto molto sottotono, ma non per errori eh, solo per tipo di apporto in termini di giocate. perchè i veri protagonisti difensivi sono stati le secondarie e ancor più la DL
DB: Grandissima partita di Desir, ottima la giocata dell'intercetto. Hairston ampia sufficienza. Geathers così così, Moore bene fino alla concussion protocol.
DL: qui si sono sforzati tutti alla grande. Hunt magnifico, Sheard pericoloso, Autry davvero preziosissimo in tantissimi snap con Woods a supporto. Nota per Kimbo non ancora buona in senso assoluto ma sicuramente in miglioramento, perchè pur non avendo fatto granchè in partita (solo una pressione provvidenziale su Watson che non li ha fatti chiudere) il resto è stata roba un po anonima. Il suo grande miglioramento è che in questa partita non ha fatto NESSUNISSIMA CAPPELLATA. Bravo, perchè il non darsi la zappa sui piedi è fondamentale. Meglio una partita anonima sufficiente che una partita fatta di numeri assurdi e poi 3 cappellate decisive. Preferisco così.




A conti fatti altra partita che in condizioni di forma migliori e con i titolari in più (Hilton, Mack, Castonzo, Smith, Moore, Doyle) l'avremmo sicuramente vinta. Quindi altro rimpianto.






 



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da goldenboylepre » 07/07/2019, 20:58

Stremb. una ventina di giorni scarsi e inizia il TC con finalmente notizie fresche e vere su quel che potrebbe essere la stagione prossima.

Ogni tanto mi guardo il roster e ancora non mi capacito.
Offensivamente siamo quasi sempre stato un team di vertice negli ultimi 20 anni.
Abbiamo tradizione.
Abbiamo investito sempre tanto nel reparto.
E' vero che ora abbiamo anche un'OL degna di nota ma anche quando c'era una banda di sbandati a proteggere i nostri QB segnare punti è stato raramente un problema.
Insomma non mi sorprende più di tanto che anche in questa stagione abbiamo talento e profondità profondità per fare una buona annata offensivamente e avvicinarci ai 30 punti di media.

Ma difensivamente?
Stremb difensivamente ancora non mi capacito di avere tanta profondità in essenzialmente tutti i reparti.
Tanta profondità io non la ricordo in tutti questi anni che seguo i Colts.
Sicuramente ho visto nostre difese che avevano più star power con 4/5/6 giocatori di livello pazzesco ma dietro di loro poi c'era il nulla assoluto o quasi quindi eravamo sempre a pregare che potessero rimanere sempre sani.
Per carità le nostre preghiere spesso sono andate a segno con carriere lunghissime e con pochi infortuni come Dwight e Robertino ma per altri è andata molto meno bene, Bob in primis.
Invece osservo ora il nostro roster e mi sembra che anche qualora dovesse venire a mancare qualcuno, sperando non succeda mai, alla fine ce la potremmo comunque cavare in qualche modo.
Se guardiamo la DL starter Justin-Denico-Margus-Jabaal e poi guardo cosa c'è dietro Tyquan, Al-Quadin, Kimbo, Bongo, Jihad; vedo che alla fine in qualche modo ce la possiamo cavare.
Se guardiamo al reparto LB, nonostante credo che la coppia Maniac e Walker sia l'asse portante della nostra difesa e una delle coppie più talentuose e solide di LB che abbia visto in maglia Colts, dietro ci sono Okereke, Adams e altri ragazzini che qualche toppa la metterebbero.
Il reparto CB direi che siamo anche troppi e anche come S siamo davvero tanti.

Stremb, tu hai memoria di una nostra difesa così profonda?
Non parlo di talento puro, come ho già scritto prima abbiamo avuto difese con maggiore star power, ma solo di profondità.
Quella che ti fa dormire più tranquillo a prescindere da tutto.
Quella che ti fa fare scelte dolorose quando arriva il momento di ridurre il roster a 53.



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da Strembald » 07/07/2019, 21:54

Caro golden.
Il fatto che la Offseason sia un momento di bonaccia, non vuol dire che sia inutile. Bisogna saper sfruttare questi momenti. Io lo sto facendo riguardando e analizzando (in maniera becera come puoi ben vedere) tutte le partite della stagione passata.

Non è un mero esercizio per passare il tempo, ma cerco di guardare bene tutto il roster, da dove siamo partiti, cosa ci mancava, cosa ancora ci manca, e cosa abbiamo lasciato o valorizzato.

Indubbiamente il draft scorso è stato per noi qualcosa di fantasmagorico, perchè hai messo in campo 3 titolari assoluti del nostro roster, che oltre ad essere talentuosi sono anche giovanissimi, con ampio margine di miglioramento.

Questo cosa ha permesso di fare? Innanzitutto di concentrarci sulle aggiunte ulteriori con molta serenità, e soprattutto lasciandoci la tranquillità di poterci permettere, senza patemi d'animo, di far crescere quelle acquisizioni che non si chiamano Leonard, Nelson e Smith, ma che sono giovani molto promettenti, capaci di diventare nel breve termine altri titolari di talento.

In tutti questi anni siamo sempre stati una squadra tipicamente d'attacco, ma come è nella nostra storia del resto (vatti a guardare il SB vinto dai colts contro i Cowboys dove negli anni '70 partire con una Hail Mary come prima azione da un idea di come siamo sempre stati offensivamente spregiudicati).
Tuttavia hai ragione sulla difesa. L'anno del nostro ultimo SB ciò che ha fatto la differenza sono stati quei 4-5 elementi chiave che trainavano la baracca, che, uniti alla sapienza di Dungy, ci hanno regalato l'anello. Parlo del caro Bob Sanders, parlo di Booger McFarland, Freeney e sua santità Mathis. Dopo questi cosa avevamo? Pochissimo. Infatti sono bastate 5 partite quell'anno senza Sanders e 3 partite senza Mathis a far fare 250 yds alle nostre rivali intradivisionali che avevano a correre signori del calibro di Jones-Drew, Chris Johnson e Fred Taylor. Siamo finiti in fondo alle statistiche. Tornati i due ecco che ci scontriamo con Larry Johnson (miglior RB della lega quell'anno) e lo teniamo a qualcosa come 15 yds.

Dovevamo avere fortuna. Fortuna che a volte c'è stata, altre no.

Il genio di Polian era nel pescare i talenti e fidelizzarli. Ma tendenzialmente sul lungo periodo prevaleva la riconoscenza e l'affezionamento (talvolta cieco). Ed ecco che arrivavano puntuali le punizioni da parte degli avversari, che magari si trovavano a battagliare con noi in pessime condizioni fisiche nei ruoli chiave.
La differenza con la fase attuale è che oltre al genio di Polian (tratto che sec me Ballard rischia seriamente di avere, e lo sta pian piano dimostrando) ora c'è una enorme attenzione allo staff (Reich, Eberflus, Sirianni, ora Mudd) associata a una estrema dose di lungimiranza contrattuale e raziocinio di gestione del cap, che ci ha reso lo zimbello della lega per la stampa per qualche mese, ma che ci lascia ora la serenità di trattare con calma i vari Hilton, Luck, Ebron...ecc.eccc.

Da una parte si tagliano i rami secchi che non danno più frutto (Trent Cole, DQwell Jackson, Trent Richardson, Andre Johnson) e le piante grasse che non daranno mai fiori (D'Joun Smith, TJ Green, Philipp Dorsett, Dwayne Allen), dall'altra si evitano le mele marce che rovinano l'altra frutta (Antonio Brown, LaVeon Bell, Odell Bechkam Junior, Suh), e si pone anche un minimo di limite alla riconoscenza per policy "aziendale" e rotta di marcia (Frank Gore). Nel frattempo si investe su tratti unici (Braccia lunghe, velocità estrema, atletismo, intelligenza tattica, dedizione al lavoro) a costo di fare pick impopolari (vedi Quenton Nelson, guardia alla 6a assoluta). Si fa presto a dire pick impopolare, ma tornando indietro, in quanti avrebbero rischiato così tanto su una guardia?

Oltre a ciò si fidelizza il talento e si premia il merito (il contratto di Kenny Moore ne è la prova). Non serve prendere altrove per forza. Bisogna avere il coraggio di poter dire: "...meglio di questo a meno $$ non c'è...mi tengo ciò che ho e lo valorizzo". Ed è ciò che sta facendo Ballard. In più si cercano giocatori magari anche di grande profilo (vedi Houston) ma che non hanno nessun rischio di destabilizzare nessuno. Ballard ha puntato moltissimo sulla chiarezza della leadership dello spogliatoio. Devi dimostrare sul campo che sei leader, sennò non ti ascolta nessuno, non ti assecondano i compagni, e vieni ostracizzato come quello che intasca soldi e si interessa delle statistiche e dei riflettori, ma non è contagioso per i compagni.

In attacco queste persone si chiamano Luck e Hilton, con Nelson che lo sarà a breve e Ebron pronto a far parte del gruppo secondo me (giocatore rinato). In difesa abbiamo già una situazione più in cantiere per la leadership, ma appare a me chiaro che Houston e Hunt fanno da supervisori ai vari Leonard, Hooker e Walker, che saranno a breve la spina dorsale.


Appare chiaro che con queste condizioni è più facile parlare di profondità. Perchè i Patriots ci insegnano che non è la stella a fare la grande stagione. La stella ti serve in un down pericoloso, in un episodio del Championship, in un intercetto al SB, ma non ti fa vincere 15 partite di regular più una post season. Ci vuole profondità. come dici bene tu. e la profondità si basa su quanto un singolo elemento può dare di più di quanto sta scritto sulla sua "scheda di giocatore". Dobbiamo sempre ricordare che gli intangibles non sono solo fisici, ma sono anche psico-caratteriali. Se presenti sono una piacevolissima malattia contagiosa per tutta la squadra.

Ed ecco che gente che viene dal nulla si tramuta in elemento di profondità di roster. A chi penso? Penso a Kimbo, penso a Wilson, penso a Mo Alie-Cox, penso a Hines, penso a gente come Dontrelle Inman, che anche se non è più con noi ha dato un grandissimo supporto.

Mettici un anno sano di Luck, una offseason senza dover rincorrere un allenatore, un roster più quadrato, una cultura e un sistema di gioco più oliato....E si sono d'accordo con te! Penso anche io che in quanto a depth, questo roster ha pochi rivali nella nostra storia. Ma ripeto è questione anche di cultura di franchigia. Le culture di franchigia vincenti sono quelle della compattezza di intenti e del saper cavare il meglio anche dal peggio. Reich lo ha detto sin dal primo giorno: "...Luck è un giocatore fantastico, uno dei migliori. Ma la mia squadra non sarà mai dipendente da lui, come da nessun altro, perchè non è così che si può vincere con CONSISTENCY. We have to be non only the toughest team, ma "the thoughest the longest"!! 

...bè bisogna rimanere col profilo basso, ed io ci rimango, ma in fondo agli occhi, c'è una stellina che brilla...una stellina che non brillava da tanto tempo.



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da John Doe » 10/07/2019, 9:54




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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da goldenboylepre » 10/07/2019, 21:10

John Doe ha scritto:
10/07/2019, 9:54
questo: https://profootballtalk.nbcsports.com/2 ... eter-king/ 
lo avevate letto?

Sisi lo avevo letto ieri.
Da uno spaccato ancora migliore della persona che è Ballard oltre a qualche info su tutto il processo del draft.



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da Strembald » 10/07/2019, 22:43

John Doe ha scritto:
10/07/2019, 9:54
questo: https://profootballtalk.nbcsports.com/2 ... eter-king/ 
lo avevate letto?
Io invece non lo avevo letto.
Non so quanto convenga dare "al popolo del web" tutto questo tipo di informazioni, ma di sicuro da quest'articolo (pienissimo di cose per altro), ne esce un quadro abbastanza preciso e dettagliato, che più che uno spaccato "ancora migliore della persona" (come giustamente fa notare golden) da un spaccato ancora più "completo a 360°" della persona, che sembra non lasci davvero nulla al caso e curi un'infinità di dettagli minuziosi.

Questo non può che infonderci fiducia. Chiaramente solo chi vince ha ragione, ma sperare non è mai stato più legittimo di oggi.
 



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da Strembald » 12/07/2019, 14:31

Intanto apprendo solo ora la triste la notizia della morte di un giocatore che anche se per pochissimo ha militato fra le nostre fila.

Ci lascia alla misera età di 38 anni il caro Jared "Ciccio" Lorenzen.

Immagine




Pare che sia morto per complicanze infettive gravate a loro volta su un quadro di insufficienza renale e problemi cardiaci. 
A 38 anni dispiace sempre un sacco.

R.I.P



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da rowiz » 13/07/2019, 15:02

ma mi riesci a far capire, se chiaramente credi sia possibile capirne qualcosa, come è possibile a questa età e in certi paesi che succeda una cosa del genere?


darioambro ha scritto:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere :notworthy: :notworthy: :notworthy:
darioambro ha scritto:rowiz direbbe che sono un coglione :biggrin:
30.11.2016

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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da Strembald » 13/07/2019, 22:27

rowiz ha scritto:
13/07/2019, 15:02
ma mi riesci a far capire, se chiaramente credi sia possibile capirne qualcosa, come è possibile a questa età e in certi paesi che succeda una cosa del genere?



Rispondere non è assolutamente semplice ma ci proverò comunque.

Intanto non ci sono notizie così dettagliate sul caso in questione da permetterci di fare una sorta di "epicrisi" casareccia, perchè la parola INFEZIONE è talmente generica da non poter dare alcun appiglio.

Quello che ti posso dire però è che certi stati infettivi (come le sepsi) possono essere delle complicanze talmente gravi da poter portare al decesso. Figuriamoci se sottese da una condizione di insufficienza renale (di per se predisponente a decessi da "multiorgan failure") o addirittura da scompensi cardiaci (e il fisico di Lorenzen di certo non ha mai messo il suo cuore di lavorare in modo sano e tranquillo.

L'infezione in questione potrebbe anche essere stata, chessò, un'endocardite o un'aorto-endocardite (situazioni pericolosissime infettive che partono dall'endotelio ovvero il rivestimento interno di cuore e vasi sanguigni) che per quanto rare possono tranquillamente farti crepare. L'infezione potrebbe essere a sua volta stata una complicanza di uno stato tossicologico alterato, o una complicanza iatrogena post-chirurgica (complicanza che non presuppone necessariamente un qualche tipo di imprudenza o imperizia del chirurgo di turno), ma ripeto le informazioni sono talmente scarse che è difficilissimo fare congetture.

Il sistema sanitario degli Stati Uniti poi è talmente lontano anni luce dal nostro che in tutta questa storia potrebbero essere entrati in gioco fattori di carattere assicurativo (e non parlo solamente dell'aspetto venale della faccenda, ma anche il fatto che se la tua assicurazione prevede che un solo specifico ospedale si occupi di te al momento del bisogno, sta a significare che un altro ospedale, che potrebbe davvero fare al caso tuo, ti chiude la porta in faccia per questioni assicurative che non lo collegano a te).

Poi potrei aprire anche la vergognosa, e ripeto con tutte le responsabilità del caso VERGOGNOSA, questione dei cosiddetti "coroners".
I coroners rappresentano più che un mestiere, una figura giuridico-amministrativa che ha contribuito tantissimo a far crescere gli USA dal punto di vista della vergogna deontologica, coprendosi letteralmente di ridicolo.


Abbiate la pazienza di seguirmi (non mi capita molto spesso di poter divulgare da quando non lavoro più in Università).

Normalmente quando si verifica un decesso (qualunque decesso, dai naturali ai dolosi ai non specificati) si mette in moto tutta una serie di procedure standard volte ad appurare la causa ultima di morte. Normalmente in Italia questo compito può essere svolto o da un medico necroscopo, o da un medico legale, o può essere parte dei compiti di un anatomopatologo (ovvero la mia professione).
Un medico necroscopo è, nella maggioranza dei casi, più che sufficiente. In casi dove ci può essere anche solo il sospetto di un delitto perseguibile d'ufficio ecco che si ricorre all'autopsia medico-legale.

Quando il caso non ha reperti riconducibili a delitti perseguibili d'ufficio, ma è un caso clinicamente complesso, o articolato, o di difficile interpretazione clinica, ecco che entra in gioco l'anatomopatologo.

Negli USA, di base, la figura in questione che si occupa dei decessi è quella del "medical examiner", specialmente nel caso di decessi di cui non si è sicuri dell'aspetto "naturale".
La figura in questione è di importanza essenziale:
-Primo perchè su circa 3 milioni di morti l'anno in USA, circa 500.000 hanno bisogno di ulteriori indagini ancillari e di autopsia forense
-Secondo, perchè queste autopsie non solo possono dare informazioni sul fatto che una persona possa essere stata uccisa (e in tal caso come) ma anche su altre problematiche fondamentali di salute pubblica, come la presenza di agenti tossici, l'uso di sostanze stupefacenti, presenza di farmaci difettosi o di nuovi effetti avversi sconosciuti, o addirittura la presenza di agenti patogeni potenzialmente infettivi, ed epidemici, la cui denuncia deve partire immediatamente, indirizzando il sistema sanitario a tutte le procedure di gestione del rischio.

Appare logico che è una figura di enorme responsabilità. Questa figura, in Italia è svolta da figure mediche specifiche (Medico Legale e Anatomopatologo).

Negli USA (udite udite) tutto ciò è vero soltanto in parte, perchè se è vero che esiste la figura del "medical examiner" (che è un medico legale a tutti gli effetti, con tanto di laurea in medicina e successiva specializzazione) esiste la figura del coroner.

Il coroner di fatto è una posizione rivestita da un cittadino, non è una qualificazione professionale. Il coroner ha giuridicamente di fatto, gli stessi compiti del medical examiner, cioè accertare le cause di morte, fare autopsia ecc... Ma la problematica annosa, che da decenni e decenni continua a sollevare vespai allucinanti nella giurisprudenza americana (molto meno nell'opinione pubblica ahimè) è che al coroner NON E' RICHIESTO ALCUN ADDESTRAMENTO DI TIPO ANATOMICO/MEDICO NE' TANTOMENO UNA LAUREA IN MEDICINA!!!

Un coroner ovviamente può essere un medico, ma nella realtà ci sono degli stati, come ad esempio il Mississippi, la Georgia, l'Iowa ed altri, dove i coroner medici sono circa 1/200. I restanti sono lavoratori dalle professioni più disparate, dal portantino, all'allevatore di bestiame, al contadino, o piuttosto un operatore ortofrutticolo o un barbiere. Roba allucinante. In Arkansas addirittura ti basta avere 18 anni e una fedina penale impeccabile. Puoi tranquillamente essere un maestro elementare, un elettrauto, o un bibitaro dello stadio dei Razorbacks.

Alle volte sono anche sorti dei pesantissimi conflitti di interesse su casi di omicidio dove erano coinvolte nelle indagini degli esponenti delle forze dell'ordine, ma dove il coroner era lo sceriffo di contea (immaginate un pochino voi le conseguenze).

Di chi fa le autopsie, la statistica ci dice che, a seconda di dove muori, 2 volte su 3 sarà un coroner ad eseguire la tua autopsia. Ma siamo impazziti?

Per non parlare di certi sciacalli di coroner, che sono stati anche denunciati perchè eseguivano autopsie per conto di privati nel proprio garage di casa, senza presidi sanitari, con gli organi messi dentro dei secchi alla rinfusa, in assenza delle celle frigorifere, con tamponi di formaldeide privi di cappe di aspirazione eccetera eccetera....


Scusa la lunga parentesi Rosà, ma questo te la dice lunga di come una chiara causa di morte, da un punto di vista di indagini mediche/paramediche, sia di fatto un terno al lotto, e il povero Lorenzen credo non sapremo mai come sia potuto crepare a 38 anni, anche per queste situazioni che INSPIEGABILMENTE sono ancora tollerate nel paese che si compiace di esportare democrazia, tecnologia ed avanguardia.

Spero, in fondo al mio cuore, che tu abbia letto tutto. Ma se non lo hai fatto, bè me la sono un po' cercata  :biggrin:


 



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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da rowiz » 13/07/2019, 22:39

giuro, ho letto (stavolta)

Grazie!


darioambro ha scritto:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere :notworthy: :notworthy: :notworthy:
darioambro ha scritto:rowiz direbbe che sono un coglione :biggrin:
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goldenboylepre
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Re: Indy Army - "THE RIVALRY IS BACK ON!" #Reichstag

Messaggio da goldenboylepre » oggi, 13:29

Meno di una settimana all'inizio del TC, cioè della stagione sportiva footballistica 2019, e dovremmo entrare senza particolari infortuni sul groppone, per la prima volta dopo tanti anni.

E' l'ora di smettere di leggere tutte quelle parole al miele che si leggono in giro su come sono stati rifondati bene e velocemente i Colts da Ballard, di come siano tra i team con migliori prospettive future e tante altre cose come queste che sono lette ovunque in questi mesi di off-season.

Ora si inizia a fare sul serio sul campo.

Per iniziare riscrivo la schedule che ci aspetta questa stagione con qualche piccolo commento.

8 agosto at Buffalo Bills (Preseason): prima occasione di dare uno sguardo a tutti i ragazzini che abbiamo draftato e magari anche uno sguardo di sfuggita a quelli draftati nella passata stagione non ancora esplosi (naturalmente non mi aspetto di vedere in campo BigQ e TheManiac).

17 agosto Cleveland Browns (Preseason): probabilmente daremo un primo sguardo fugace a cosiddetti starter contro un team tra i più in crescita. Quei pochi drive saranno interessanti da vedere, il resto sarà dedicato a dare uno sguardo ancora più approfondito a la cosiddetta depth e iniziare a capire chi potrebbero essere i giocatori che potrebbero non far più parte del roster da lì a breve. Ci saranno anche un paio di allenamenti congiunti durante la settimana mi pare. Soprattutto per la nostra secondaria andare a sfidare il loro attacco aereo anche in qualche sessione aggiuntiva potrebbe risultare più che utile.

24 agosto Chicago Bears (Preseason): il match dove vedremo maggiormente in campo gli starter nelle pre-season e lo faremo contro uno dei team papabili a una corsa profonda nei PO e soprattutto contro la miglior difesa della NFL, probabilmente. Sarà stuzzicante vedere la nostra offense se riesce a reggere l'impatto di questa difesa, soprattutto in trincea.

29 agosto at Cincinnati Bengals (Preseason): classica sfida da fine pre-season ormai da tanti anni. Serve solo a capire meglio chi ci sarà e chi no in RS.

8 settembre at Los Angeles Chargers: per me la partita più complessa e difficile della stagione. I Chargers sono un team molto forte e probabilmente un anno più avanti di noi come consistenza e completezza. Se vogliamo vedere la parte buona della storia, li incontriamo in week1 che per i Colts equivale a una L da tempo immemore a prescindere dall'avversario :lmao: :lmao: . Molto improbabile cambiare quel trend.

15 settembre at Tennessee Titans: primo scontro divisionale e primo test per capire dove vogliamo e possiamo andare. Iniziamo con 2 trasferte sperando di non iniziare con due L. Test molto probante per la nostra difesa e soprattutto per il front 7.

22 settembre Atlanta Falcons: altra sfida durissima contro un team élite, molto più forte di quel che ha detto la passata stagione. Grande sfida per la nostra secondaria.

29 settembre Oakland Raiders: prima sfida abbordabile in calendario anche se la passata stagione abbiamo sofferte le pene di Maria per spuntarla. Ho ancora inciso nella mente il fumble provocato da TheManiac sul RB, strepitoso :notworthy: :notworthy:
Lucas Oil Stadium, Indianapolis, IN

6 Ottobre at Kansas City Chiefs: re-match dell'ultima partita della passata stagione. Speriamo di giocarla in condizioni atmosferiche accettabili, vedremo se ci siamo avvicinati a Chiefs come valore e se riusciremo in qualche modo a contenere Mahomes.

13 ottobre BYE: relax dopo un inizio di stagione molto complesso :forza: :forza:

Per il resto alla prossima puntata



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