Allora cambiate lavoro e andate con i proletari così capite meglio la reale maggioranza nella vita di tutti i giorni.

Allora cambiate lavoro e andate con i proletari così capite meglio la reale maggioranza nella vita di tutti i giorni.
The Patient ha scritto: 04/03/2024, 22:46Allora cambiate lavoro e andate con i proletari così capite meglio la reale maggioranza nella vita di tutti i giorni.
Jack ha scritto: 04/03/2024, 22:59 Il vero problema di questo discorso simile a quello che abbiamo fatto nel topic del cinema è che è vero in minima parte e che a farlo è sempre la generazione che ha avuto pù libertà della storia dell'umanità. Maschi bianchi, occidentali di mezz'età che hanno vissuto una vita di privilegi e hanno avuto fortuna fin dalla nascita, parlo in generale ovviamente.
Questo mica vuol dire che se è una cosa è sbagliata non bisogna farlo notare. Come detto per me il fenomeno non è così rilevante (a me sembra stia anche scemando ma magari mi sbaglio) ma mi spiegate come si fa a prenderlo sul serio quando viene fuori anche in risposta a "in quel paese - scegliete voi il nome da inserire - non c'è libertà di pensiero, parola, stampa etc."
Vi sarà mai capitato di vedere dell'attivismo fatto male o che reputate non utile alla loro causa? Paragonare questi temi a quelli più seri è uguale.
BruceSmith ha scritto: 04/03/2024, 23:07
Tranquillo Nood, per me rimani ottimista e di sinistra (cit.) anche se hai smesso di frequentare il proletariato.
Noodles ha scritto: 04/03/2024, 23:07Jack ha scritto: 04/03/2024, 22:59 Il vero problema di questo discorso simile a quello che abbiamo fatto nel topic del cinema è che è vero in minima parte e che a farlo è sempre la generazione che ha avuto pù libertà della storia dell'umanità. Maschi bianchi, occidentali di mezz'età che hanno vissuto una vita di privilegi e hanno avuto fortuna fin dalla nascita, parlo in generale ovviamente.
Questo mica vuol dire che se è una cosa è sbagliata non bisogna farlo notare. Come detto per me il fenomeno non è così rilevante (a me sembra stia anche scemando ma magari mi sbaglio) ma mi spiegate come si fa a prenderlo sul serio quando viene fuori anche in risposta a "in quel paese - scegliete voi il nome da inserire - non c'è libertà di pensiero, parola, stampa etc."
Vi sarà mai capitato di vedere dell'attivismo fatto male o che reputate non utile alla loro causa? Paragonare questi temi a quelli più seri è uguale.
fai parte di una bolla sbagliata...visto che qui nessuno ha fatto quel paragone
Jack ha scritto: 04/03/2024, 23:10Noodles ha scritto: 04/03/2024, 23:07
fai parte di una bolla sbagliata...visto che qui nessuno ha fatto quel paragone
Ma che bolla, capita di continuo. Va beh vai avanti a convincerti di quello che vuoi e a lottare per le grandi limitazioni che immagino starai vivendo nel quotidiano.
Noodles ha scritto: 29/02/2024, 10:26"Bluto Blutarsky" ha scritto: 29/02/2024, 10:19
E il fatto che non sia "di stato" non so quanto sia un bene. Perché se un governaccio opera la censura, quello stato di cose cambia il giorno in cui quel governaccio cade. Se invece censura e autocensura sono così insite nella società a tutti i livelli, superarle è dura.
il boldato è il vero problema: quello che si sta configurando è un tipo di censura peggiore di quella dello stato nel medio-lungo periodo.
è una censura morale e culturale che prima si apriva al mondo condividendo qualsiasi posizione, oggi pretende di riscrivere la storia, senza conoscerla, sulla base dei valori (presunti) morali di oggi.
e giudicare la storia passata attraverso i filtri interpretativi di oggi è l'errore più grande che si possa fare.
le aziende e le multinazionali, come sempre, si fanno solamente carico del cambiamento per apparire sul mercato più accettabili (e quindi ottenere profitto). Sono il mezzo attraverso il quale queste imposizioni condizionano la società, ma non sono l'origine.
Jack ha scritto: 04/03/2024, 23:15Noodles ha scritto: 29/02/2024, 10:26
il boldato è il vero problema: quello che si sta configurando è un tipo di censura peggiore di quella dello stato nel medio-lungo periodo.
è una censura morale e culturale che prima si apriva al mondo condividendo qualsiasi posizione, oggi pretende di riscrivere la storia, senza conoscerla, sulla base dei valori (presunti) morali di oggi.
e giudicare la storia passata attraverso i filtri interpretativi di oggi è l'errore più grande che si possa fare.
le aziende e le multinazionali, come sempre, si fanno solamente carico del cambiamento per apparire sul mercato più accettabili (e quindi ottenere profitto). Sono il mezzo attraverso il quale queste imposizioni condizionano la società, ma non sono l'origine.
Ecco, mi riferivo a cose del genere, saranno passati due giorni e siamo sullo stesso topic
"Un tipo di censura peggiore di quella di stato" ma mi sa che era troppo difficile da capire, meglio scrivere che vivo in una bolla e mettere un emoticon a caso.
Noodles ha scritto: 04/03/2024, 23:18Jack ha scritto: 04/03/2024, 23:15
Ecco, mi riferivo a cose del genere, saranno passati due giorni e siamo sullo stesso topic
"Un tipo di censura peggiore di quella di stato" ma mi sa che era troppo difficile da capire, meglio scrivere che vivo in una bolla e mettere un emoticon a caso.
era una battuta che vivi in una bolla, vedi che significa quando si perde la capacità di ragionare in astratto?
non ci aggiungo l'emoticon a caso così non ti offendi.
Jack ha scritto: 04/03/2024, 23:20Noodles ha scritto: 04/03/2024, 23:18
era una battuta che vivi in una bolla, vedi che significa quando si perde la capacità di ragionare in astratto?
non ci aggiungo l'emoticon a caso così non ti offendi.
Ma tutti viviamo in una bolla, mica me la sono presa per quello ma perchè come sempre capita che quelli che si lamentano delle mancanza di libertà quando questa non esiste non sanno come rispondere e fanno finta di niente. Perchè mai uno dovrebbe prendersela per la bolla, non ho capito
Noodles ha scritto: 04/03/2024, 23:38 E se l'arte si mette il bavaglino da sola ed asseconda il mainstream ecco che non ha più senso.
l'arte che si censura è autocastrazione.
Bluto Blutarsky ha scritto: 04/03/2024, 21:33 Io non l'ho ancora visto, ma segnalo che su Amazon Prime è appena sbarcato un film, American Fiction, ambientato in un college americano che parla proprio di questi temi (anche, non soltanto), e che ha preso cinque nomination agli Oscar di domenica prossima, tra cui miglior film e miglior attore per il grande Jeffrey Wright.
Segno che comunque, in qualche misura, anche negli stessi Stati Uniti qualcuno pensa che non sia un tema così irrilevante da non meritare almeno una riflessione. Del resto qualcosa di molto simile era stato raccontato anche l'anno scorso da Tàr. Poi magari tutti questi autori sono anche loro vittime di questa allucinazione collettiva, o sono trumpiani in incognito, o hanno letto troppi libri di Rampini (che per inciso non piace neanche a me), ma concediamo loro il beneficio del dubbio.
Anche perché, qui o noi come Play.it troviamo qualcuno da infiltrare in qualche college, e che ci racconti le vere dimensioni di questi fenomeni oppure non ne usciamoNoi da questa parte dell'Atlantico, a parte dividerci fra "Secondo me succede spesso", "No, secondo me non succede quasi mai", "Secondo me ci sono stati troppi licenziamenti", "No, secondo me ce ne sono stati pochissimi" o sfidarci a colpi di fonti che a turno riteniamo attendibili o inattendibili, possiamo fare poco.
(Oggi come oggi se dovessi puntare i miei due centesimi scommetterei sulla solita dinamica che abbiamo visto seimila volte anche in Italia: la destra amplifica a dismisura un fenomeno per motivi strumentali, e come reazione uguale e contraria la sinistra lo nega altrettanto oltre misura. Boh, sarei felicissimo di sbagliare. Quello di cui non mi convincerete mai è che si tratti di dinamiche inevitabili quando una società si riassetta su nuovi equilibri: sono evitabilissime, se solo ci comportassimo tutti da adulti. Ma forse sono io che ho in mente un mondo ideale)