Credo che qualsiasi discorso che abbiamo fatto tutti insieme fin da giugno, con l'arrivo di Calha e la compatibilità con Suso, ci riporta ai problemi strutturali di un tridente del genere ed alla nostra situazione attuale.
Quando si profilava nel 433 di Montella la coppa di esterni turco-Suso, più o meno tutti eravamo concordi, specie chi conosceva Calha, che i rischi sarebbero stato altissimi sul piano della concretezza e della proposta negli ultimi metri, specie perché c'era l'incognita Andrè Silva che si conosceva poco ma che non ci veniva raccontato come bomber di razza.
Cutrone addirittura non era preso in considerazione.
E quando ad agosto partì la caccia per i giocatori offensivi, più o meno tutti dicevamo che al di là della punta in quanto tale serviva quell'esterno offensivo in grado di dare supporto in area al tridente altrimenti troppo sterile.
Arrivò invece solo Kalinic, che come ci ricordavano anche da Firenze non si poteva certo definire a sua volta bomber di razza, ma giocatore "strumentale" (

) che può far giocare meglio gli altri, se questi altri ci sono e si buttano dentro.
Lì nasce il nostro problema chimico irrisolvibile, tanto è vero che si arrivò al paradosso di elevare Borini ad arma tattica indispensabile, in quanto unico con gamba per buttarsi dentro dal lato.
Poi abbiamo avuto Montella che è impazzito alla ricerca di soluzioni, andando del tutto fuori giri e finendo giustamente esonerato.
Ora Ringhio ci ha molto banalmente riportato al punto di partenza, semplificando il sistema e ritornando a quel 433 che presenta appunto i problemi di cui sopra.
Non è un caso che, a livello di gioco e coinvolgimento e pericolosità, Cutrone come Kalinic come il più forte del mondo da Gondomar, abbandonati là davanti, facciano una fatica mostruosa a toccare palla, ad essere incisivi in area ed a partecipare alla manovra.
Ed allora ecco che al massimo emerge la differenza dei singoli sul piano realizzativo: Cutrone ha istinti e segna anche di deretano o di avambraccio, Kalinic si inabissa perché non riesce a rendersi utile per nessuno, il portoghese non sa dove andare e si piace troppo.
Ed è da qui che nasce la considerazione del 442, con nuove spaziature: se si trovasse il modo di far esaltare la coppia Biglia-Kessie in mezzo (per me perfettamente compatibile), di dare un senso a Suso e Calha (ma c'è anche Bona) 20 metri indietro o compensare gli spazi in una sorta di 424 con Calabria e Rodriguez più alti ed aggressivi, di colpo con la sola presenza di due di quei tre attaccanti vedremmo decollare la nostra pericolosità e come successo ieri schiacceremmo gli avversari intimoriti dal doppio riferimento offensivo più le doppie corsie esterne minacciose.
Non solo, ma potremmo addirittura sperimentare il mitico cambio di fascia degli esterni offensivi, provando anche Suso sulla sinistra per fargli attaccare di più il fondo e Calha sulla destra a creare gli spazi venendo dentro per Calabria o Conti quando sarà.