rowiz ha scritto: 23/05/2018, 12:12
lele_warriors ha scritto: 23/05/2018, 12:06
resta il fatto che sto giro ha perfettamente ragione sulla prima riga
eh lele, ma chi semina vento...
tu l'avresti bastonato nel cesso per molto meno.
Ma poi siamo sicuri che la violenza verbale sia inaudita?
Semplicemente di solito in una prima fase c'è la piaggeria, c'è in corso la luna di miele con gli elettori e quindi i giornali italiani, che sono quelli che sono, corrono in soccorso del vincitore.
E qui era in corso proprio questa fase, in cui siamo venuti a conoscenza di dettagli fondamentali, come il fatto che Conte giochi ancora a calcetto con gli amici nel ruolo di regista e che sia devoto a Padre Pio.
Poi, dopo la fine della luna di miele, iniziano i dubbi sull'operato, quindi si inizia a sparare a palle incatenate.
Siamo davvero certi che oggi si parli di Conte peggio che di Renzi dopo il referendum, di Berlusconi nel 2011 o di Prodi nel 2008?
Qui semplicemente siamo di fronte ad un fatto nuovo, perché nessuno conosce il premier scelto dalla maggioranza. Io francamente ho dovuto cercare su google per sapere chi fosse, ed immagino che la stessa cosa sia avvenuta alla maggioranza degli italiani, anche dei giornalisti.
Ci è stato presentato come una faccia pulita, finalmente arriva uno davvero competente, che ha studiato, ha un curriculum invidiabile ma non è invischiato con multinazionali, banche e robaccia simile.
Di fatto però per la maggioranza degli italiani, me compreso, era un curriculum dal volto umano.
Se l'unica cosa rilevante di Conte è il curriculum, quando questo scricchiola ecco che è inevitabile che finisca immediatamente la luna di miele e si passi alle fasi successive.
Detto ciò, che le critiche attuali, come la piaggeria precedente, fossero esagerate concordo anche io, continuo a preferire lui come premier ad un Di Maio, un Fico o chi per loro, ma fa ridere che si lamentino di questo trattamento proprio coloro che hanno fatto della violenza verbale il tratto distintivo della comunicazione. Comincino a moderare i toni loro, poi forse potranno lamentarsi.