Bluto Blutarsky ha scritto: 22/07/2026, 11:38
Alla fine l'ho visto ieri sera (Odissea, intendo).
Secondo me è un film di medio livello. Ha tanti pregi e altrettanti difetti, che è più o meno quello che mi aspettavo.
Nolan dà una sua lettura personale dell'opera, attualizzandone il significato, e questo mi sta benissimo. Questa riflessione (molto lontana dal testo originale, ma sticazzi), ben sottolineata dai tormenti di Ulisse e dall'insistenza sul valore della narrazione, mi è sembrata la cosa più interessante del film. L'Ulisse di Nolan diventa un uomo tormentato la cui astuzia non vediamo mai veramente all'opera. Men che meno la sua ambizione di "seguir virtute e canoscenza". Insomma, c'entra assai poco con l'Ulisse omerico. Ma, di nuovo, è l'operazione che voleva fare, quindi va bene così.
Quello che mi ha infastidito è la messa in scena davvero troppo hollywoodiana in tutto. Stile, narrazione, dialoghi, facce, tutto. Cioè, io non pretendo che parlino in greco antico, ma neanche che il primo ufficiale di Ulisse gli dica "Fortunato bastardo" perché ha azzeccato la rotta. Cazzo è, un film di Guy Ritchie? (È un esempio, ma tutto il film è costellato di forzature per assecondare il lato spettacolare,
compresa la lotta finale).
Anche il cast è troppo patinato per rendere credibile una vicenda di quell'epoca. Tom Holland e Zendaya mi aspettavo che da un momento all'altro tirassero fuori lo smartphone per ordinare su Glovo. Charlize è una figurina senza spessore. Pattinson fa un classico villain senza sfumature da film americano di bassa lega. I due interpreti su cui si sono concentrate le polemiche (la Nyong'o o come si scrive e Elliot Page o come si chiama) compariranno in cinque minuti in tutto in due, a conferma che questo film ha anche alle spalle diverse furbate di marketing. Alla fine quello che funziona di più - proprio per l'approccio di Nolan al personaggio - è proprio Matt Damon.
E l'altro grande difetto che ci vedo è un eccesso di didascalismo. Certo momenti erano proprio spiegoni for dummies (compresa, ahimè,
la riflessione finale di Ulisse mentre rievoca la presa di Troia).
(il lato spettacolare non lo cito perché, da una produzione di questo livello, lo do per scontato, anche se penso che qua e là Nolan abbia sbagliato i tempi della narrazione: certi episodi scorrono via troppo rapidi, senza darci il tempo di percepirne la portata epica)