Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da negher » 02/04/2020, 23:41

Strembald ha scritto: 02/04/2020, 20:17
negher ha scritto: 02/04/2020, 17:10Ma siccome il master sei tu puoi fare quello che vuoi :thumbup:
Il sistema base è sostanzialmente identico quindi vai tranquillo.

Intanto grazie mille per la risposta.

E' chiaro che essendo io il master me la giostro come mi pare. Ma la domanda l'ho posta per 2 ragioni per cui mi erano sorte preoccupazioni:

1- Ho visto che esistono "pseudo-documenti" per le conversioni dalla 3.0 alla 3.5 (ma non viceversa) o almeno così mi è parso di capire. Di base ho una vita lavorativa che già a stento mi permette la sera di essere lucido e cercare di creare avventure coinvolgenti e simpatiche, e sinceramente mettermi a fare pure questi calcoli è fuori dalle mie possibilità. (come non sono mai stato un master amante delle infinite griglie di combattimento con quadratini o esagonetti che fosse  :biggrin: )

2- L'altra mia preoccupazione, non avendo tempo per ricalcolarmi conversioni o dovermi scervellare per aggiuistamenti, è che possa incappare in situazioni molto sbilanciate se prendo roba, personaggi o mostri o classi particolari dalla 3.5, che magari scompaginerebbero troppo gli equilibri di roba fondata sulla 3.0.

Tu mi dici di stare sereno, ma te la senti di confermare ciò anche alla base delle mie preoccupazioni or ora affrontate più nel dettaglio? 

E riguardo a roba tipo Pathfinder, Ravenloft e compagnia cantante? Si può con un pochino di fantasia avvalersi di questi altri materiali?



Perdonami ma purtroppo alla 3.0 sono rimasto. E' come prendersi una condanna negli anni 30 e uscire dopo 70 anni di galera. Si passa dalla radio di 1,5 metri di lunghezza a Skype e realtà virtuale  :laughing: ​​​​​​​

Parto dal boldato.
Ti direi di no. O meglio, potresti prendere spunto a livello di storia o di role play, ma per le statistiche sono giochi sbilanciati dove dovresti fare un notevole lavoro di adattamento.
Io gioco a Pathfinder che è una 3.5 superpower, prendere una classe e portarla in un'avventura 3.0 è difficile perché risulterebbe fortissima.

Per il resto io ho una teoria quando masterizzo, lo schermo del DM ha uno scopo preciso, se un mostro mi è venuto troppo forte quando deve morire lo fa, anche se gli mancano metà PF. Se invece è una pippa lo tengo in vita più del necessario.
Chiaro che se i personaggi sono fatti con le regole 3.0 e usi TUTTI i mostri presi da manuali 3.5 allora può essere squilibrato ma qualche nemico 3.5 non crea problemi.

Sul dubbio 1 esistono eccome, ma tieni presente che ci sono nerd che vanno in megasbatti se non esiste le regola per come entrare in lotta sott'acqua bendati con un mostro con arti dispari. Se hai un minimo di elasticità te la puoi cavare, tranquillo :metal:



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da DODO29186 » 04/04/2020, 1:18

Strembald ha scritto: 02/04/2020, 20:17
negher ha scritto: 02/04/2020, 17:10Ma siccome il master sei tu puoi fare quello che vuoi :thumbup:
Il sistema base è sostanzialmente identico quindi vai tranquillo.

Intanto grazie mille per la risposta.

E' chiaro che essendo io il master me la giostro come mi pare. Ma la domanda l'ho posta per 2 ragioni per cui mi erano sorte preoccupazioni:

1- Ho visto che esistono "pseudo-documenti" per le conversioni dalla 3.0 alla 3.5 (ma non viceversa) o almeno così mi è parso di capire. Di base ho una vita lavorativa che già a stento mi permette la sera di essere lucido e cercare di creare avventure coinvolgenti e simpatiche, e sinceramente mettermi a fare pure questi calcoli è fuori dalle mie possibilità. (come non sono mai stato un master amante delle infinite griglie di combattimento con quadratini o esagonetti che fosse  :biggrin: )

2- L'altra mia preoccupazione, non avendo tempo per ricalcolarmi conversioni o dovermi scervellare per aggiuistamenti, è che possa incappare in situazioni molto sbilanciate se prendo roba, personaggi o mostri o classi particolari dalla 3.5, che magari scompaginerebbero troppo gli equilibri di roba fondata sulla 3.0.

Tu mi dici di stare sereno, ma te la senti di confermare ciò anche alla base delle mie preoccupazioni or ora affrontate più nel dettaglio? 

E riguardo a roba tipo Pathfinder, Ravenloft e compagnia cantante? Si può con un pochino di fantasia avvalersi di questi altri materiali?


Perdonami ma purtroppo alla 3.0 sono rimasto. E' come prendersi una condanna negli anni 30 e uscire dopo 70 anni di galera. Si passa dalla radio di 1,5 metri di lunghezza a Skype e realtà virtuale  :laughing: ​​​​​​​


Ravenloft, inteso come ambientazione, lo si trova tranquillamente.

Io ho uno stupendo manuale illustrato in italiano per AD&D e facendo una rapida ricerca, eccotelo disponibile aggratis in inglese. Si trova anche in Italiano, ma senza illustrazioni.

Questa è la versione inglese completa di tutto:

http://www.askadesign.com/tchristensen1 ... _Dread.pdf

Esclusivamente in inglese si trova invece quello aggiornato per 3.0/3.5 riguardante l’ambientazione e le sue regole.

Non credo siano inclusi “Secrets of the Dread Realms” che ti descrive tutti i vari Regni del Terrore con i loro Signori e “Denizens of Darkness” che è il Manuale dei Mostri dedicato all’ambientazione.

Dovresti cercarli separatamente, oppure fare riferimento alla versione AD&D sopra che, statistiche a parte, è abbastanza simile.

Qui nel link sotto hai tutto quello che ti serve a livello di regole ed ambientazione per d20 system.

http://www.askadesign.com/tchristensen1 ... etting.pdf

Tieni conto che Ravenloft è un’ambientazione molto particolare e diversa nei fondamentali rispetto a quelle tradizionali. Non è solo la versione horror di DND, ma ha delle regole proprie che ne fanno una via di mezzo con Call of Cthulhu.

A me ha sempre affascinato per l’horror gotico e le tematiche più mature che si trascina dietro, assieme alle regole di paura, orrore e follia, nonché la corruzione delle potenze oscure verso tutto ciò che popola il semipiano, personaggi inclusi. Del resto, dopo anni ed anni giocati a DND classico, la voglia di cambiare è inevitabile.

Di contro c’è da dire che ti serve un gruppo maturo per comprendere e apprezzare la cosa. In gioventù avevo provato a sottoporlo agli amici da Master, ma essendo un gruppo di amabili cazzoni, si comportavano nella goliardica maniera in cui erano soliti approcciarsi ad ogni ambientazione. Dopo un paio di sessioni in cui hanno sfiorato la tragedia con ecatombe di gruppo (che ero molto tentato di concedergli, visto che se la cercavano in ogni modo) e visto l’interesse abbastanza basso per il lore, ho chiuso bruscamente la campagna con una sessione di intermezzo rispedendoli nel solito Faerun.

Se hai voglia di qualcosa di diverso ed un gruppo disponibile a sperimentare, è sicuramente una bella esperienza. Anche senza utilizzare tutto il pacchetto, ti basterebbe prendere le regole base e traslarle in un’ambientazione più cupa del tradizionale per fargli vivere l’esperienza dell’horror gotico.



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da Strembald » 04/04/2020, 18:14

negher ha scritto: 02/04/2020, 23:41Sul dubbio 1 esistono eccome, ma tieni presente che ci sono nerd che vanno in megasbatti se non esiste le regola per come entrare in lotta sott'acqua bendati con un mostro con arti dispari. Se hai un minimo di elasticità te la puoi cavare, tranquillo :metal:

Assolutamente guarda. Io sui cavilli cavillosissimi di alcune dinamiche di combattimento (dalle % di corpo coperto e di fallimento al tiro per colpire, fino a tutte le possibili combinazioni di azioni meno frequenti fra cui, per fare un esempio, bonus a colpire in carica mentre l'avversario è già impegnato in una lotta a corpo a corpo, dopo dei tentativi di sbilanciamento, e contemporaneamente lo si sta cercando di caricare sul fianco...insomma, sti atteggiamenti psico-rigidi non sono mai stati il mio forte, anzi li ho sempre evitati come la peste.

Avevo un PG precisino e pignolo, gran conoscitore dei manuali una volta, che mi attaccava dei pipponi clamorosi sui cavilli di combattimento per l'appunto. Allora una sessione ho deciso di accontentarlo e di trascinare però anche gli altri PG in questo stile di gioco. All'inizio era contento di come potesse ricavarsi nel dettaglio tutte le combinazioni più vantaggiose possibile per fare più danni ai nemici. Di contro però i combattimenti diventavano noiosissimi, infiniti, sfibranti. Ma non ho battuto ciglio. E' stata una delle sessioni peggiori che io ricordi. Gli altri PG mi hanno implorato di tornare alle origini, con buona pace del PG precisino che ha constatato la scarsa percorribilità della scelta  :biggrin:

 
negher ha scritto: 02/04/2020, 23:41Per il resto io ho una teoria quando masterizzo, lo schermo del DM ha uno scopo preciso, se un mostro mi è venuto troppo forte quando deve morire lo fa, anche se gli mancano metà PF. Se invece è una pippa lo tengo in vita più del necessario.
Chiaro che se i personaggi sono fatti con le regole 3.0 e usi TUTTI i mostri presi da manuali 3.5 allora può essere squilibrato ma qualche nemico 3.5 non crea problemi.
Mi aggancio a questo concetto. 
A me sinceramente di prendere i mostri della 3.5 non frega sostanzialmente una mazza. Ma se posso sfruttare delle parti di avventure già scritte e pubblicate della 3.5(o altre versioni), con che tipo di differenza/difficoltà dovrò avere a che fare?

Mi spiego meglio.

Per mia cultura superficiale della 5.0 so che ci sono altri tiri salvezza ad esempio, che si basano su le altre 3 caratteristiche...tanto per citare un cambiamento importante. Ecco sono questi gli "impedimenti" che mi preoccuperebbero di più.

Se dovessi trovare una bella avventura per 5.0 (o anche 3.5 il concetto non cambia), ammesso che non dovrò regolarmi sulle classi, nè sulla potenza di eventuali PG, nè sui mostri, potrei avere (faccio un'ipotesi) una difficoltà su dinamiche di combattimento che non avrei con la 3.0. Per intenderci, ci sono molti concetti diversi o cambiati riguardo i round, le definizioni di azione gratuita, parziale, standard ecc...? Se si, verosimilmente un'avventura del genere è difficilmente rapportabile in una 3.0

In caso contrario, invece, mi sembrerebbe ancora sfruttabilissima.

Hai qualche dritta? 
NB: accetto qualsiasi consiglio dal più dettagliato al "lascia perde e gioca alla tua fottuta 3.0"  :laughing:

Grazie per il tuo sbatti comunque  :enchante: ​​​​​​​

 
 



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da Strembald » 04/04/2020, 18:20

DODO29186 ha scritto: 04/04/2020, 1:18 

Intanto grazie per i link. Poter visionare il materiale è sempre utilissimo.

 
DODO29186 ha scritto: 04/04/2020, 1:18Tieni conto che Ravenloft è un’ambientazione molto particolare e diversa nei fondamentali rispetto a quelle tradizionali. Non è solo la versione horror di DND, ma ha delle regole proprie che ne fanno una via di mezzo con Call of Cthulhu.

Qui invece tocchi un punto davvero importante per me. Se è un qualcosa di ibrido fra D&D e Cthulhu, cambiano anche diverse cose. Ma un'idea, a questo punto visto che i miei nuovi PG sarebbero degli inesperti, farli approdare ad una situazione "ravenloft" solo dopo aver concluso una bella campagna D&D standard, e trovare un link con quelli che sarebbero dei nuovi PG Ravenloft e iniziare direttamente con le regole nuove. Penso sia fattibile. (ovvio che dovrò cercare di procurarmi i manuali cartacei per agevolare la mia vista che fra PC e microscopio già è messa a dura prova  :biggrin:)


​​​​​​​Peccato aver scoperto solo ora sto topic...è che essendo sempre rintanato in NFL mi perdo un sacco di cose! Grazie ancora!



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da negher » 04/04/2020, 18:44

Strembald ha scritto: 04/04/2020, 18:14
Mi aggancio a questo concetto. 
A me sinceramente di prendere i mostri della 3.5 non frega sostanzialmente una mazza. Ma se posso sfruttare delle parti di avventure già scritte e pubblicate della 3.5(o altre versioni), con che tipo di differenza/difficoltà dovrò avere a che fare?

Mi spiego meglio.

Per mia cultura superficiale della 5.0 so che ci sono altri tiri salvezza ad esempio, che si basano su le altre 3 caratteristiche...tanto per citare un cambiamento importante. Ecco sono questi gli "impedimenti" che mi preoccuperebbero di più.

Se dovessi trovare una bella avventura per 5.0 (o anche 3.5 il concetto non cambia), ammesso che non dovrò regolarmi sulle classi, nè sulla potenza di eventuali PG, nè sui mostri, potrei avere (faccio un'ipotesi) una difficoltà su dinamiche di combattimento che non avrei con la 3.0. Per intenderci, ci sono molti concetti diversi o cambiati riguardo i round, le definizioni di azione gratuita, parziale, standard ecc...? Se si, verosimilmente un'avventura del genere è difficilmente rapportabile in una 3.0

In caso contrario, invece, mi sembrerebbe ancora sfruttabilissima.

Hai qualche dritta? 
NB: accetto qualsiasi consiglio dal più dettagliato al "lascia perde e gioca alla tua fottuta 3.0"  :laughing:

Grazie per il tuo sbatti comunque  :enchante: ​​​​​​​

 
 

Se il tuo dubbio è questo allora vai veramente tranquillo.
Con la 4.0 e poi la 5.0 hanno proprio cambiato alcune meccaniche di base, tra 3.0 e 3.5 hanno fatti qualche miglioria e ampliato le abilità speciali dei mostri o delle classi ma senza cambiare le meccaniche.
Prendi pure spunto dalle avventure 3.5, al massimo dovrai cercarti l'abilità di classe sul manuale 3.5 anziché su quello 3.0.

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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da DODO29186 » 04/04/2020, 19:20

Strembald ha scritto: 04/04/2020, 18:20
DODO29186 ha scritto: 04/04/2020, 1:18 

Intanto grazie per i link. Poter visionare il materiale è sempre utilissimo.

 
DODO29186 ha scritto: 04/04/2020, 1:18Tieni conto che Ravenloft è un’ambientazione molto particolare e diversa nei fondamentali rispetto a quelle tradizionali. Non è solo la versione horror di DND, ma ha delle regole proprie che ne fanno una via di mezzo con Call of Cthulhu.

Qui invece tocchi un punto davvero importante per me. Se è un qualcosa di ibrido fra D&D e Cthulhu, cambiano anche diverse cose. Ma un'idea, a questo punto visto che i miei nuovi PG sarebbero degli inesperti, farli approdare ad una situazione "ravenloft" solo dopo aver concluso una bella campagna D&D standard, e trovare un link con quelli che sarebbero dei nuovi PG Ravenloft e iniziare direttamente con le regole nuove. Penso sia fattibile. (ovvio che dovrò cercare di procurarmi i manuali cartacei per agevolare la mia vista che fra PC e microscopio già è messa a dura prova  :biggrin:)


​​​​​​​Peccato aver scoperto solo ora sto topic...è che essendo sempre rintanato in NFL mi perdo un sacco di cose! Grazie ancora!

Se sono dei neofiti in realtà cambia poco, nel senso che comunque le regole di base devono impararle, aggiungerne 2-3 in più non credo faccia una grande differenza. Stessa cosa a livello di ambientazione: se da zero devono partire, una o l’altra non fa differenza.

La scelta come Master è tua, a seconda dell’impostazione ed esperienza che gli vuoi regalare. Farli passare da ambientazione classica a Ravenloft non è un problema a livello di meccaniche, ma fossi in te o inizierei direttamente lì o aspetterei che prendano confidenza bene con le ambientazioni classiche prima di imprigionarli regalargli una gita nei Regni del Terrore.



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da Strembald » 04/04/2020, 20:39

DODO29186 ha scritto: 04/04/2020, 19:20aspetterei che prendano confidenza bene con le ambientazioni classiche prima di imprigionarli regalargli una gita nei Regni del Terrore.

Era esattamente questo il mio progetto. Spero di metterlo a frutto quanto prima  :biggrin:

 
negher ha scritto: 04/04/2020, 18:44Se il tuo dubbio è questo allora vai veramente tranquillo.
Con la 4.0 e poi la 5.0 hanno proprio cambiato alcune meccaniche di base, tra 3.0 e 3.5 hanno fatti qualche miglioria e ampliato le abilità speciali dei mostri o delle classi ma senza cambiare le meccaniche.
Prendi pure spunto dalle avventure 3.5, al massimo dovrai cercarti l'abilità di classe sul manuale 3.5 anziché su quello 3.0.

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Ottime, davvero ottime notizie!
 



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da negher » 06/04/2020, 16:42

negher ha scritto: 22/03/2020, 0:12 In questo momento di isolamento ho scaricato Tabletop Simulator, un botto di giochi da provare a distanza.


La possibilità di incazzarsi e ribaltare il tavolo mi fa sganasciare.

Vi consiglio di farci un pensierino.
Ho avuto modo di usarlo per fare alcune partite e devo dire che in questo momento di isolamento è veramente una figata.
Dopo aver provato Sheriff (niente di che) e Black Orchestra (questo veramente figo) ieri ci siamo dato al revival anni 90 e abbiamo iniziato la campagna di Starquest.
Veramente emozionante e ben fatto.
Riprendere i miei angeli sanguinari e spaccare il culo al Dreadnought mi ha fatto ringiovanire.



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da negher » 16/04/2020, 11:54

A breve dovrei partire (ovviamente in remoto) con una avventura di test per Pathfinder 2nd edition.
Ho letto alcuni pezzi del manuale per capire cosa cambia rispetto a PF1 e devo dire che sembra un'evoluzione MOLTO ben fatta.
Dubito che molleremo PF1 perché abbiamo preso un botto di manuali e vorrebbe dire non usarli più, ma se qualcuno volesse iniziare a giocare di ruolo e fosse curioso consiglio di dargli un'occhiata.

Magari poi dopo averci giocato saprò farvi un commento più approfondito.

Nel frattempo ho giocato su Tabletop Simulator a Betrayal at house on the hill

https://www.goblins.net/giochi/betrayal-house-hill-7379

Non male, devo dire che merita.



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da Strembald » 18/04/2020, 0:18

negher ha scritto: 16/04/2020, 11:54Dubito che molleremo PF1 perché abbiamo preso un botto di manuali e vorrebbe dire non usarli più, ma se qualcuno volesse iniziare a giocare di ruolo e fosse curioso consiglio di dargli un'occhiata.

Hai toccato un problema annoso. Ovvero, un Master o un giocatore che voglia avventurarsi un un altro GDR, ma di questo esistono diverse versioni, per di più di tanti manuali ciascuna, il pericolo di incappare in un'ambientazione poco gradita, o peggio si ha il rischio di imbattersi in una delle peggiori versioni (alla stregua della 4.0 di D&D), rimane sempre pietrificato e rischia di non avventurarsi mai al di fuori della propria comfort zone.

Questo è una difficoltà che ben conosco. Forse mi deciderò ad avventurarmi nel discorso Cthulhu o Pathfinder, ma ho sempre paura di rimanere deluso (paura basata su nessun rischio calcolabile/quantificabile). E' la vecchiaia!  :biggrin:



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da negher » 18/04/2020, 10:16

Strembald ha scritto: 18/04/2020, 0:18
negher ha scritto: 16/04/2020, 11:54Dubito che molleremo PF1 perché abbiamo preso un botto di manuali e vorrebbe dire non usarli più, ma se qualcuno volesse iniziare a giocare di ruolo e fosse curioso consiglio di dargli un'occhiata.

Hai toccato un problema annoso. Ovvero, un Master o un giocatore che voglia avventurarsi un un altro GDR, ma di questo esistono diverse versioni, per di più di tanti manuali ciascuna, il pericolo di incappare in un'ambientazione poco gradita, o peggio si ha il rischio di imbattersi in una delle peggiori versioni (alla stregua della 4.0 di D&D), rimane sempre pietrificato e rischia di non avventurarsi mai al di fuori della propria comfort zone.

Questo è una difficoltà che ben conosco. Forse mi deciderò ad avventurarmi nel discorso Cthulhu o Pathfinder, ma ho sempre paura di rimanere deluso (paura basata su nessun rischio calcolabile/quantificabile). E' la vecchiaia!  :biggrin:

La vecchiaia è il problema.
Pathfinder ad esempio abbiamo iniziato a giocarlo appena uscito ormai un botto di anni or sono. La Paizo ha buttato fuori 2 avventure all'anno che è il ritmo che tengono i gruppi che giocano "Hard" cioè almeno 5-6 ore di gioco effettivo a settimana.
Noi giochiamo al ritmo dei 40enni lavoratori con famiglie: una sera a settimana 2h e mezza comprese chiacchiere e cazzeggio, con sessioni che spesso saltano perché il master è via per lavoro, perché abbiamo altri impegni, ecc..
Risultato: abbiamo fatto 2 avventure complete in più o meno 6 anni.

Se giochi tanto ti crea anche meno problemi cambiare prodotto perché quello che usi l'hai approfondito ed esplorato.
Giocando poco succede che buttano fuori PF2 quando hai ancora un sacco di cose da provare col vecchio sistema.
Se a questo aggiungi anche il collezionismo compulsivo di chi compra anche il bestiario 5 e mezzo con il golem di pelle scrotale o il manuale del perfetto ruttatore nanico allora è difficile cambiare.



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da Strembald » 18/04/2020, 13:56

negher ha scritto: 18/04/2020, 10:16Se a questo aggiungi anche il collezionismo compulsivo di chi compra anche il bestiario 5 e mezzo con il golem di pelle scrotale o il manuale del perfetto ruttatore nanico allora è difficile cambiare.

Meraviglioso!  :laughing:


 
negher ha scritto: 18/04/2020, 10:16La vecchiaia è il problema.
Oltre a quello, io purtroppo facendo il medico, mi riesce difficile avere sempre dei gruppi con cui giocare. Quando li trovo anche loro hanno figli, mogli, influenza, conferenze e convegni.
In sostanza, mi ritrovo che magari sto 4 anni totalmente fermo, due anni di gioco costante, e un anno a mozzichi e bocconi (e quando succede così sento già che sta per andare tutto in vacca). Per fortuna quando faccio io il master, sono riuscito a creare dei presupposti che rendono difficile la perdita di interesse (questo è il frutto delle mie cappellate strada facendo).

Ad esempio ho visto che "costringendo" i PG a costruirsi un background del loro personaggio quanto più ricco possibile, automaticamente questo fa crescere la loro voglia di giocare che perdura poi a lungo. 

Ma tornando a bomba, io per esempio (come ti avevo accennato qualche post sopra), sono incuriosito da GDR decisamente diversi come impostazione, come ad esempio il richiamo di Cthulhu. La domanda che mi viene da fare è: un DM che sguazza da più di 20 anni nella 3.0 di D&D (da Master e da giocatore), come prenderebbe il fatto che in Cthulhu il tuo PG ha un'abbattimento drastico della durata della sua vita? Quanto tocca violentare la propria forma mentis per inserirsi fluidamente in questo nuovo mondo?

La voglia di mettermi in gioco in situazioni nuove non mi manca affatto, ma potrebbe essere problematico lo shift mentale degli eventuali altri componenti del gruppo.

​​​​​​​Pathfinder ne ho sempre sentito parlare ma ignoro totalmente qualsiasi cosa.
 



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da negher » 18/04/2020, 18:15

Strembald ha scritto: 18/04/2020, 13:56
Ma tornando a bomba, io per esempio (come ti avevo accennato qualche post sopra), sono incuriosito da GDR decisamente diversi come impostazione, come ad esempio il richiamo di Cthulhu. La domanda che mi viene da fare è: un DM che sguazza da più di 20 anni nella 3.0 di D&D (da Master e da giocatore), come prenderebbe il fatto che in Cthulhu il tuo PG ha un'abbattimento drastico della durata della sua vita? Quanto tocca violentare la propria forma mentis per inserirsi fluidamente in questo nuovo mondo?

La voglia di mettermi in gioco in situazioni nuove non mi manca affatto, ma potrebbe essere problematico lo shift mentale degli eventuali altri componenti del gruppo.

​​​​​​​Pathfinder ne ho sempre sentito parlare ma ignoro totalmente qualsiasi cosa.
 

Il dubbio dipende dalle persone con cui giochi, se sono talebani dei gdr a cui non piacciono i cambiamenti cambiare tipo di gioco può essere dura, se hai giocatori flessibili puoi sperimentare.
Nulla ti vieta di fare avventure corte di test, dovresti trovare avventure già pronte che durano poche sessioni (magari con PG predefiniti, anche se a me non piace molto), se la risposta è buona allora programmate una campagna seria altrimenti valutate altre strade.

Per Pathfinder rileggi pagina 2 di questo topic, avevo fatto un post che spiegava come funzionava.



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da Strembald » 18/04/2020, 18:36

negher ha scritto: 18/04/2020, 18:15Per Pathfinder rileggi pagina 2 di questo topic, avevo fatto un post che spiegava come funzionava.
Grazie, sono andato a riprendere il tuo vecchio post.
Ho capito, è stato praticamente un salvagente per quelli che si sentivano sul TITANIC D&D che affondava dopo la quarta edizione.

La cosa buona è che dovrei andarmi a vedere se effettivamente su internet sono reperibili queste numerose avventure come dici tu, perchè qualche spunto interessante è sempre dietro l'angolo.

Per il resto non mi sembra, a pelle, chissà quale trauma un eventuale passaggio da una 3.0 a Pathfinder.

 
negher ha scritto: 18/04/2020, 18:15Il dubbio dipende dalle persone con cui giochi, se sono talebani dei gdr a cui non piacciono i cambiamenti cambiare tipo di gioco può essere dura, se hai giocatori flessibili puoi sperimentare.

Forse hai ragione. Potrei provare a comprare il set iniziale di Cthuhlu (dovrei cavarmela con un 25 euro a quanto pare) con qualche avventurina volante e vedere come gira...alle brutte non caccio un pacco di soldi per tutti gli altri manuali. 
Tu ci hai mai giocato?



 



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Re: Giochi da tavolo, D&D e affini: il topic del divertimento analogico

Messaggio da negher » 20/04/2020, 15:21

Strembald ha scritto: 18/04/2020, 18:36
negher ha scritto: 18/04/2020, 18:15Per Pathfinder rileggi pagina 2 di questo topic, avevo fatto un post che spiegava come funzionava.
Grazie, sono andato a riprendere il tuo vecchio post.
Ho capito, è stato praticamente un salvagente per quelli che si sentivano sul TITANIC D&D che affondava dopo la quarta edizione.

La cosa buona è che dovrei andarmi a vedere se effettivamente su internet sono reperibili queste numerose avventure come dici tu, perchè qualche spunto interessante è sempre dietro l'angolo.

Per il resto non mi sembra, a pelle, chissà quale trauma un eventuale passaggio da una 3.0 a Pathfinder.

 
negher ha scritto: 18/04/2020, 18:15Il dubbio dipende dalle persone con cui giochi, se sono talebani dei gdr a cui non piacciono i cambiamenti cambiare tipo di gioco può essere dura, se hai giocatori flessibili puoi sperimentare.

Forse hai ragione. Potrei provare a comprare il set iniziale di Cthuhlu (dovrei cavarmela con un 25 euro a quanto pare) con qualche avventurina volante e vedere come gira...alle brutte non caccio un pacco di soldi per tutti gli altri manuali. 
Tu ci hai mai giocato?



 


In rete trovi tutto il materiale pubblicato in inglese, in italiano io non l'ho trovato.

Il passaggio 3.0 --> PF ti posso garantire, avendolo vissuto sulla mia pelle, è abbastanza semplice. Occhio però che alcune cose cambiano e se vai a intuito rischi di far confusione, diciamo che leggendo il manuale base trovi un buon 70% di cose riprese dalla 3.0, però devi comunque leggerlo per capire come funziona 30% che è cambiato.
Per dirti PF1-->PF2 da quel che ho visto è invece un cambio più pesante visto che sono state stravolte la maggior parte delle meccaniche di gioco.

Cthuhlu mai giocato, visto di sfuggita ma mai approfondito, mi spiace.



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