Cinema: Quotes & Anecdotes

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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda PENNY » 04/03/2015, 16:44

Non ho ben capito che tutto hanno tirato fuori ma l'importante è che si siano chiariti :thumbup:

Intanto segnalo una cosa in tema topic e potenzialmente interessantissima:

Storie magnifiche del grande schermo: tutti a "Lezioni di cinema"

Da oggi in edicola con Repubblica o l'Espresso il primo di venti dvd a cadenza settimanale. Il curatore Steve Della Casa: "Un'opera che mette insieme varie tendenze, grandi autori e film di genere, ma speriamo anche di essere riusciti a rendere interessanti cinematografie meno note"

"UN discorso al bar dell'università sul cinema, in cui si riflette e ci si diverte. Che non significa ridere, ma sentire una storia. Ecco, le nostre sono le storie dietro le storie che vengono raccontate nei film". Così Steve Della Casa spiega le Lezioni di cinema, venti dvd a cadenza settimanale che si possono acquistare da oggi con Repubblica o l'Espresso (euro 9,90). La cifra dell'opera è quella dello storico conduttore di Hollywood Party che è il curatore della collana: tono colloquiale, leggerezza e competenza. "Abbiamo mischiato film e fatti più conosciuti ad altri meno. Senza snobismi, ma senza neanche sbracare. Nei ventun anni di radio ho capito che gli ascoltatori sono affascinati da quelle cose che succedono su un set, dalle storie degli attori e dei registi. Immagino il nostro pubblico come chi non ha come attività principale il cinema ma frequenta la sala e si interessa. Il pubblico che va ai cineforum e che consente a queste strutture di esistere ancora. Un pubblico fidelizzato. Considero un arricchimento ascoltare cosa chiede e dice la gente". Così è nata un'opera che mette insieme varie tendenze, grandi autori e film di genere, Via col vento e Per un pugno di dollari, "ma speriamo anche di essere riusciti a rendere interessanti cinematografie meno note, l'estremo Oriente, Bollywood e Nollywood o le avanguardie degli anni Venti".

Oltre a Della Casa, che nel primo dvd racconterà La grande stagione del cinema muto e il 29 aprile La commedia all'italiana, a impartire le lezioni sono docenti universitari, curatori di rassegne. "Abbiamo cercato persone di indiscussa competenza ma con la capacità di porre gli argomenti in maniera garbata e interessante. Ai nomi autorevoli - Giulia Carluccio (La prima Hollywood sonora), Paolo Bertetto (Gli anni '30 in Europa) - ci piaceva aggiungere ricercatori associati serissimi che hanno saputo confrontarsi con la cultura libresca ma anche con il pubblico vivo dei festival". Le chiacchierate colte sono accompagnate da pennellate di cinema: il treno dei Lumière, le immagini di Casablanca, la carrozzina di La corazzata Potemkin. Ma anche il filmato di Mussolini che inaugura Cinecittà accompagnato dai gerarchi e Fellini che, negli anni Sessanta, racconta quanto gli studios siano importanti per lui.

Nel primo dvd, La grande stagione del cinema muto. "La speranza di vedere le immagini in movimento nasceva già con la caverna di Platone. E poi l'epoca delle lanterne magiche, e in Francia il cinema documentario dei Lumière e quello fantastico di Méliès. Racconto come l'America abbia per prima impostato una produzione di massa. Non per caso il cinema viene fuori con la civiltà industriale, è arte che nasce come industria e nel dna ha la possibilità di essere riprodotta: Charlot si vede in Giappone come in Egitto, Australia, Sudamerica". A Della Casa tocca anche la lezione sulla commedia all'italiana "che riesce a raccontare il boom e anticipare cose che avverranno. Descrive il nuovo italiano medio, arrogante volgare eppure affascinante come il Gassman di Il sorpasso". A proposito della altre lezioni, il curatore dice "è affascinante come siano stati raccontati gli anni '30 e i regimi totalitari, il tono discorsivo in cui sono trattati maestri come Lang e Bunuel. L'analisi di come il fascismo sia stato esempio di operatività dello Stato nel cinema, anche se a fini di propaganda, con investimenti e un imponente corpus legislativo. Il racconto dei miti: Humprey Bogart, Cary Grant, Fred Astaire e l'imponderabile componente che crea il successo. E gli effetti speciali, che oggi affascinano gran parte del pubblico in sala e ci proiettano nel futuro del cinema".

http://www.repubblica.it/spettacoli/cin ... ?&ref=fbpz


Detta così sembra una figata pazzesca, speriamo l'opera finale sia all'altezza dei bei propositi. Io poi sono un fan di tutto ciò che riguarda il dietro le quinte, nel cinema come nella vita.
Comprerò sicuramente il primo DVD.



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda PENNY » 03/02/2017, 11:38

25 Dichiarazioni di registi che criticano o denigrano altri registi

David Cronenberg riguardo Kubrick (Nello specifico Shining):

Credo di essere un regista molto più intimo e personale di Kubrick, per questo trovo che Shining non sia un grande film. Non credo che lui abbia mai capito veramente il genere horror. Non credo abbia capito fino in fondo cosa stava facendo. Il libro era pieno di immagini forti e suggestive ma non credo che lui le abbia sentite veramente. È una cosa strana, ma sebbene sia considerato un artista e un cineasta di altissimo livello, credo che Kubrick fosse molto “commerciale”, in cerca di progetti che potessero ottenere le reazioni giuste e quindi potessero essere adeguatamente finanziati. Credo fosse davvero ossessionato da questa cosa, al contrario mio. O di altri registi come Bergman e Fellini.


Ingmar Berman riguardo Orson Welles:

Per me è solo una bufala. Non è interessante. È morto. Quarto Potere, di cui ho una copia, è il prediletto dei critici, sempre in cima ai sondaggi, ma io credo sia una noia totale. Soprattutto, le interpretazioni non meritano. La dose massiccia di rispetto che ha ricevuto è assolutamente inverosimile.



Ingmar Berman riguardo Alfred Hitchcock:

Credo sia un tecnico molto bravo. E c’è qualcosa in Psycho, ha i suoi momenti. Psycho è uno dei suoi film più interessanti perché ha dovuto farlo in fretta, con strumenti rozzi. Aveva pochi soldi, e il film dice molto di lui. Cose non molto buone. È completamente infantile, e vorrei saperne di più – no, non voglio saperlo – sul suo comportamento con, o piuttosto contro, le donne. Ma il film è molto interessante. Ho imparato molto da quegli americani che conoscono la loro professione.


Ingmar Bergman riguardo Jean-Luc Godard:

Non ho mai ricevuto nulla dai suoi film. Sono costruiti, falsamente intellettuali, e completamente privi di vita. Cinematograficamente senza interesse e infinitamente noiosi. Godard è una noia fottuta. Ha fatto i suoi film per i critici. Uno dei suoi lavori, Il maschio e la femmina, è stato girato qui in Svezia. Era estremamente noioso.


Orson Welles riguardo Jean-Luc Godard:

“Le sue doti come regista sono enormi. Solo che io non riesco a prenderlo sul serio come intellettuale – ed è qui che siamo diversi, davvero. Il suo messaggio è ciò che oggi gli interessa, e, come molti messaggi contenuti nei film, il suo potrebbe essere scritto sulla testa di uno spillo”.


Werner Herzog riguardo Jean-Luc Godard:

Uno come Jean-Luc Godard per me è come denaro contraffatto se comparato ad un buon film di kung-fu.


Jean-Luc Godard riguardo Steven Spielberg:

Non lo conosco personalmente. Non penso che i suoi film siano molto buoni.


Jean-Luc Godard riguardo Quentin Tarantino:

Tarantino ha chiamato la sua casa di produzione come uno dei miei film [ A Band Apart / Bande à part, ndr.]. Avrebbe fatto meglio a darmi un po’ di soldi.


Harmony Korine riguardo Quentin Tarantino:

Quentin Tarantino sembra troppo occupato con altri film. Cioè, di appropriarsi di altri film, come in un frullatore. Credo che sia molto divertente nel momento in cui guardo un suo film, ma poi, non so, c’è come un vuoto. Alcuni riferimenti sono piatti, pura cultura popolare.


Nick Broomfield riguardo Quentin Tarantino:

È come guardare le fantasie di uno studente riguardo sesso e violenza, e Quentin Tarantino normalmente si starebbe facendo una sega da solo in camera da letto mentre sua madre sta cucinando fagioli al piano di sotto. Solo che questa volta ha Harvey Weinstein [ Produttore di alcuni dei film di Tarantino, Ndr. ] dietro di lui ed il suo film è in milioni di sale.


Spike Lee riguardo Quentin Tarantino:

Non sono contro quella parola [riferito alla parola “Negro”, Ndr.], e la uso, ma non eccessivamente. E c’è gente che parla così. Ma Quentin ha come un’infatuazione per quella parola. Cosa vuol diventare, un uomo nero onorario?


Spike Lee riguardo Quentin Tarantino (nello specifico Django Unchained):

La schiavitù americana non è tematica da spaghetti western alla Sergio Leone. Fu un olocausto. I miei antenati sono schiavi. Rubati dall’Africa.
“Non posso parlare del film perché non lo vedrò. Non andrò a vederlo. Tutto quel che posso dire è che vedere quel film è un atto irrispettoso verso i miei antenati. Questa è l’unica cosa che dirò. Non posso mancare di rispetto verso i miei antenati. Non posso farlo. Ora, questa è la mia opinione, non parlo a nome di nessuno se non di me stesso.” (Tweet)



Tyler Perry riguardo Spike Lee:

Spike deve andare dritto all’inferno! Potete metterlo nero su bianco… deve chiudere la bocca!


Clint Eastwood riguardo Spike Lee:

Uno come lui dovrebbe chiudere il becco.



Jacques Rivette riguardo Stanley Kubrick:

Kubrick è una macchina, un mutante, un marziano. Non ha sentimenti di alcun tipo. Ma è bello quando una macchina filma altre macchine, come in 2001.


Alex Cox riguardo Steven Spielberg:

Spielberg non è un regista… è uno che confeziona.


Kevin Smith riguardo Paul Thomas Anderson (nello specifico Magnolia):

Non lo guarderò mai più, ma lo terrò con me. Lo terrò sulla mia scrivania, come costante promemoria per ricordarmi che un tronfio senso di presunzione è la qualità meno attraente in una persona o nel suo lavoro.


Vincent Gallo riguardo Spike Jonze:

È la frode più grande che c’è. Se lo porti ad una festa è la persona meno interessante, è la persona che non sa niente. È la persona che non dice nulla di divertente, interessante, intelligente… È un porco pezzo di merda.


Vincent Gallo riguardo Martin Scorsese:

Non lavorerei per Martin Scorsese per 10 milioni di dollari. Non ha fatto un buon film da 25 anni. Non lavorerei mai con un egoista, un regista finito.


Vincent Gallo riguardo Sofia (e Francis Ford) Coppola:

A Sofia Coppola piace qualsiasi ragazzo abbia quello che lei vuole. Se vuole fare la fotografa si scoperà un fotografo. Se vuole fare la regista, si scoperà un regista. È una parassita così come lo era quel grasso porco di suo padre.


Abel Ferrara riguardo Werner Herzog (e la troupe che ha collaborato con lui nel remake de “Il cattivo tenente”):

Spero queste persone muoiano all’inferno. Spero si ritrovino tutti sullo stesso tram e che esploda.


Werner Herzog in risposta ad Abel Ferrara:

Non ho idea di chi sia Abel Ferrara. Ma lasciatelo combattere contro i mulini a vento… Non ho mai visto un suo film. Non so chi sia. È italiano? Francese? Chi è?


David Cronenberg riguardo M. Night Shymalan:

Odio quel tipo! Prossima domanda?


David Cronenberg su Christopher Nolan (nello specifico la trilogia del Cavaliere Oscuro):

Non credo stiano elevando il genere ad una forma d’arte. Penso che Batman resti un tizio che corre in giro con uno stupido mantello. Penso semplicemente che non sia “elevato”. Il miglior film di Christopher Nolan è Memento, e quello è un film interessante. Non credo che i suoi film di Batman siano neanche la metà di quanto fosse interessante quel film, nonostante siano 20 milioni di volte più costosi […]. I suoi film di Batman, per me, sono piuttosto noiosi […]. Penso che la gente che sostiene che “Il cavaliere oscuro” sia una suprema forma d’arte cinematografica non sappia davvero di che cazzo stia parlando.


Uwe Boll riguardo Michael Bay ed Eli Roth:

Non sono un ritardato del cazzo come Michael Bay o come altre persone di questo mondo del business o come Eli Roth, che fa sempre gli stessi film di merda.




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