Confronti Squadre e Giocatori

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Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da The goat » 11/01/2014, 1:05

Avevo trovato trovato un sito piuttosto interessante che parla di storia del calcio, commenta diverse partite dei mondiali dal '54 al '78, con tanto di cronaca e pagelle ai giocatori per ogni singola partita. Inoltre l'autore (o gli autori) si cimenta in confronti tecno-tattici fra grandi squadre e grandi giocatori.
Avevo fatto copia/incolla di un paio di pezzi perchè volevo leggerli con calma. Ne approfitto per postarli qui,
Purtroppo ho perso il link del sito e non ricordo come si chiama, ma non dispero di ritrovarlo a breve.



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da The goat » 11/01/2014, 1:07

Brasile 1958 vs Brasile 1970

Hanno scritto entrambi la storia del calcio sudamericano, ma non solo, coniugando sapientemente gioco, risultati, spettacolo e grandissimi interpreti. Il Brasile '58 e il Brasile '70 sono ancora oggi ricordate come due delle più forti nazionali di tutti i tempi. Voglio qui proporre una sorta di personalissimo confronto per quanto ho potuto vedere ai Mondiali.


LE SQUADRE A CONFRONTO

Il Brasile '58 deve riscattare le figure rimediate nel '38, quando i verdeoro furono sorpresi in semifinale dall'Italia, e soprattutto nel '50, quando furono sconfitti dall'Uruguay in casa nell'atto conclusivo. Per evitare altre beffe simili, diventa fondamentale migliorare le fondamenta, le basi. Tradotto nel calcio, vuol dire far crescere il rendimento e la tenuta della difesa.
Il ct Vicente Feola dà piena libertà a un attacco ricco di interpreti celebri e affermati, ma dall'altra parte rende molto più solido il reparto arretrato: ciò che stupisce, guardando il Brasile '58, è sì la qualità assoluta della prima linea, ma anche il fatto che la retroguardia resti quasi sempre concentrata, commettendo un numero di errori - in termini di marcatura, posizionamento e concezione del reparto - inferiori a quanto il calcio brasiliano e sudamericano fossero abituati.
Il Brasile '70 viene invece costruito partendo dall'attacco. Il ct Zagallo ha il merito di mettere insieme cinque giocatori che nei loro club sono tutti dei numeri 10 e assemblarli in una prima linea atomica. Il resto arriva di conseguenza.
Il Brasile '58 appare quindi più solido e quadrato in difesa, mentre l'attacco vive delle giocate individuali, senza un'organizzazione metodica. Al contrario nel Brasile '70, gli scambi di posizione e il gioco offensivo sembrano più studiati. I difensori hanno la tendenza a commettere leggerezze e sbavature più di frequente, come in occasione del risicato 3-2 sulla Romania nel girone o anche del gol concesso all'Italia in finale.



I moduli tattici
Il sistema di gioco del Brasile '58 di base è il 4-2-4, ma anche un attualissimo 4-2-3-1, con Vavà prima punta e il trio Garrincha-Pelè-Zagallo alle spalle. A volte, in fase di non possesso Zagallo può scalare sulla linea di metàcampo dando vita a una specie di 4-3-3.
Il Brasile '70 gioca con un modulo abbastanza simile un 4-2-4 / 4-2-3-1, con Clodoaldo a recuperare palloni in mediana, Gerson regista e il trio Jairzinho-Pelè-Rivelino dietro a Tostao, di fatto una prima punta, anche se molto più mobile del predecessore Vava.



I CONFRONTI INDIVIDUALI

Gilmar (58) - Felix (70)
Gilmar è un vero e proprio valore aggiunto della squadra, forte tra i pali, nelle uscite, completo nei fondamentali. Felix è un discreto portiere, ma non è assolutamente a livello del predecessore e in diverse circostanze appare tutt'altro che insuperabile (vedi le partite contro Romania e Perù).
Voto: GILMAR.

Djalma Santos (58) - Carlos Alberto (70)
Djalma Santos è un giocatore intelligente, un difensore ordinato e stilisticamente raffinato. Carlos Alberto sembra superiore in fase di spinta e più completo sul piano tecnico, tanto da trasformarsi a volte anche in interno e diventare un'arma temibilissima anche in attacco (vedi la partita con l'Italia, impreziosita da uno splendido gol).
Voto: CARLOS ALBERTO.

Bellini (58) - Piazza (70)
Il capitano del Brasile '58 è più leader sul piano mentale e anche più forte nella marcatura individuale, rispetto a Piazza, che da questo punto di vista è più “brasiliano”.
Voto: BELLINI.

Orlando (58) - Brito (70)
Tecnicamente forse sono i giocatori meno dotati delle due squadre, in fase di marcatura non appaiono dei mostri e spesso vanno incontro a qualche amnesia.
Voto: PARI.

Nilton Santos (58) - Everaldo (70)
Everaldo presidia la sua fascia di competenza con dedizione e applicazione, ma non sembra sul livello di Nilton Santos, elemento abilissimo a chiudere, a ripartire, ad affondare e che parla la stessa lingua tecnica dei compagni d'attacco.
Voto: NILTON SANTOS.


Zito (58) - Clodoaldo (70)
Due mediani molto validi. Entrambi bravi a chiudere e a inserirsi con pericolosità in attacco. Zito è intelligente, ragionatore e disciplinato sul piano tattico. Clodoaldo appare più forte tecnicamente, ma anche più “distratto” ed incline a commettere errori in fase di appoggio o di posizionamento che possono costare cari. Per queste “lacune” alla fine scelgo Zito.
Voto: ZITO.


Didì (58) - Gerson (70)
I due registi delle squadre, entrambi superbi direttore d'orchestra. Didì è meno mobile, è molto bravo a dirigere il gioco per vie orizzontali, anche se dovrebbe forse verticalizzare un po' di più. Nel '58 è determinante anche in fase conclusiva e contro la Francia gioca una partita meravigliosa, con tanto di gol da fuori area. Nel '62 il suo rendimento cala parecchio e anche in regia è molto meno dominante. Gerson è più dinamico, è intelligente, completo, bravo ad alzare e abbassare i ritmi, ha un bel tiro dalla distanza (ne sa qualcosa proprio l'Italia...) e nei momenti decisivi mette sempre la sua firma.
Voto: PARI.


Garrincha (58) - Jairzinho (70)
Se ci limitassimo al confronto 58-70, l'impatto sarebbe molto simile. Più letale nel dribbling Garrincha, dotato di una finta impareggiabile che gli consente di saltare quasi sempre il marcatore diretto e servire assist al bacio per Pelè o Vava; più costante Jairzinho, capace di fughe imprendibili che si concludono spesso con il gol. Ma il loro rendimento segue direttrici diametralmente opposte nel secondo Mondiale: nel '62 in Cile Garrincha cresce ulteriormente, assolve anche i compiti lasciati dall'infortunato Pelè e si prende sulle spalle una squadra logora, portandola al bis iridato. In quell'occasione Garrincha dimostra di saper far tutto e segna in tutti i modi (da fuori, di testa, in tapin). Jairzinho, invece, nel '74 in Germania è la copia sbiadita del giocatore ammirato in Messico: statico, imbolsito e senza più il tocco magico dei giorni migliori.
Voto: GARRINCHA.

Pelè (58) - Pelè (70)
Il giocatore è lo stesso, solo con 12 anni di differenza, e con caratteristiche diverse. Il Pelè 58 è più energico, frizzante, esuberante, dinamico e cerca di entrare con successo in tutte le azioni d'attacco. Un ghepardo, che brucia l'aria. Il Pelè 70 è più maturo e calcolatore, spesso agisce da regista e accelera solo quando è strettamente necessario. E' meno individualista e più portato al gioco di squadra. Un leone, padrone della savana. Per il resto, come completezza di mezzi, impatto e fiuto del gol, è sempre insuperabile. Forse il miglior Pelè è quello dei primi Anni '60, quando trova un perfetto connubio tra le doti dinamiche tipiche del ragazzo giovane e quelle dell'atleta maturo, perfettamente calato nel suo ruolo di leader (a chi volesse vedere forse il Pelè più impressionante in assoluto ai Mondiali consiglio Brasile- Messico 2-0 del Mondiale '62).
Voto: PARI.

Vava (58) - Tostao (70)
Vava è una vera prima punta d'area, Tostao un 10 che si adatta a fare il centravanti. Le loro caratteristiche vengono rispecchiate sul campo: Vava ha più fiuto del gol, dà maggiore profondità, si crea spazi con il fisico e tecnicamente non è un drago. Tostao è molto più abile sul piano del palleggio, segna meno e cerca meno la conclusione diretta, preferendo triangolare con i compagni. L'inizio di Tostao al Mondiale 70 non è esaltante, ma cresce strada facendo.
Voto: PARI.

Zagallo (58) - Rivelino (70)
Zagallo è elemento forse sottovalutato, un'ala sinistra molto intelligente e tatticamente irreprensibile, ma efficace anche in attacco: spunto irresistibile, dribbling secco, assist e reti. Rivelino sembra però di un'altra categoria: classe, senso del gioco, personalità, virtuosismi tecnici in serie. Alcun numeri e alcune partite (vedi quella contro il Perù) restano scolpite indelebilmente nella memoria. Dopo Pelè, Rivelino è il più forte nel Brasile 70. E nel '74, quando oramai O Rey ha dato l'addio alla nazionale, Rivelino diventerà il leader designato, dando vita ad altre prestazioni di assoluto rilievo.
Voto: RIVELINO.



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da The goat » 11/01/2014, 1:11

Ungheria 1954 vs Olanda 1974

Due formazioni fantastiche, capaci di giocare il calcio più bello e moderno della propria epoca, che hanno avuto un destino simile: hanno entrambe perduto, da grandi favorite e sempre contro la Germania Ovest, la finale del Campionato del Mondo. Ecco qui un confronto tra queste due regine del calcio mondiale di ogni epoca.


LE SQUADRE A CONFRONTO
L'Ungheria 1954 è una sorta di appendice dell'Impero austroungarico, dissoltosi al termine della Prima Guerra Mondiale e dalle cui ceneri era già nata, nel corso degli Anni '30, un'altra meravigliosa nazionale, l'Austria Wunderteam di Hugo Meisl. Il lavoro di Gusztav Sebes, allenatore dell'Ungheria, si sviluppa intorno ai medesimi concetti che avevano reso celebre quell'Austria: calcio manovrato, aggressione degli spazi, fraseggi palla a terra. Il tecnico aggiunge poi alcune novità tattiche (come l'uso di Hidegkuti centravanti arretrato), che unite al grande estro degli interpreti danno vita a una squadra capace di dominare la scena continentale all'inizio degli Anni '50.

L'Olanda 74 è la prosecuzione del lavoro che il tecnico Rinus Michels aveva iniziato nell'Ajax pigliatutto dei primi Anni '70 (tre Coppe Campioni consecutive). Ancora più di quanto non avvenga nell'Ungheria, i giocatori olandesi si spostano in continuazione, pressando, raddoppiando, inserendosi senza palla: un continuo tourbillon che fa girare la testa a qualsiasi avversario. Il tutto, naturalmente, è possibile grazie alla presenza di alcuni straordinari calciatori.

L'Ungheria è più completa e flessibile. Sa giocare in diversi modi e può arrivare in porta sia con due-tre palloni lanciati negli spazi, in verticale, sia attraverso una fitta rete di passaggi per vie orizzontali. Per questo, è più difficile da fermare. La difesa è più vulnerabile di quella olandese, ma l'attacco è superiore e produce molte più occasioni da gol in una partita. L'Ungheria è più concreta, cerca il bello solo se è necessario, ma predilige l'utile.

L'Olanda ha una manovra collettiva più codificata, un possesso palla più avvolgente e tutto - dall'aggressione degli spazi a quella degli avversari, dai raddoppi ai cambiamenti di posizione tra giocatori - è portato all'esasperazione. E' una squadra più scientifica, ma anche più monocorde nel suo gioco, sa attaccare solo avvolgendo l'avversario e triturandolo con passaggi e scambi continui, non va quasi mai in verticale. Alla fine risulta più facilmente studiabile e fermabile rispetto agli ungheresi. L'esasperante possesso palla degli orange permette di salvaguardare molto di più la difesa (che infatti subisce meno reti e meno occasioni di quella ungherese), ma non sempre si traduce in chiare occasioni da gol. L'Olanda è più cicala che formica, un difetto che a volte, soprattutto nelle giornate di minor vena, si può trovare anche nel Barcellona attuale, la squadra che ha dominato il calcio degli ultimi anni, che non a caso è la lontana erede di quel progetto e di quella filosofia.
Questa differenza è evidente anche nelle due sconfitte mondiali, simili solo perché a battere entrambe è la Germania Ovest, ma profondamente diverse nella sostanza.
L'Ungheria è nettamente più forte dei tedeschi del 1954, sia individualmente sia collettivamente. Arriva però al match in condizioni non ottimali, dopo aver giocato un torneo più massacrante e sempre sotto la pioggia e con la stella Puskas al 30 per cento della propria forza, dopo l'infortunio patito nella prima fase proprio contro la nazionale di Sepp Herberrger. Nonostante questo, la squadra di Sebes produce comunque un mare di palle-gol e solo la giornata di grazia del portiere tedesco Turek impedisce agli ungheresi di conquistare una vittoria che sarebbe stata comunque meritata.

L'Olanda invece trova una Germania Ovest che non esprime il medesimo gioco corale, ma individualmente non è inferiore agli olandesi, anzi: in alcuni reparti appare anche superiore. Dopo il vantaggio iniziale, l'Olanda viene imprigionata tatticamente dagli avversari, che giocano una partita di contenimento e contropiede, hanno nel complesso le occasioni migliori e a conti fatti meritano il successo.

I moduli tattici
Grazie all'utilizzo di Hidegkuti nelle vesti di centravanti arretrato, ossia costruttore di gioco alle spalle di due interni, l'Ungheria non si schiera più disegnando sul campo una WM come nel Sistema classico di Chapman, ma una sorta di doppia M. In realtà, i giocatori ungheresi sono talmente bravi e all'avanguardia, che nel corso della partita si cambiano spesso di posizione, formando così diversi moduli, da una specie di moderno 4-2-3-1 a un più coperto 4-3-3: è per questo che si parla di "calcio totale" con 20 anni d'anticipo. L'Ungheria degli Anni '50 è una formazione camaleontica, capace di mutare pelle a seconda dell'esigenza e dell'avversario che ha di fronte.

L'Olanda, come detto, è più monodimensionale nel modo di giocare, ma a livello di schieramento in campo è ancora meno etichettabile degli ungheresi: la squadra di Michels parte da una sorta di 4-2-1-3, con Neeskens mezzala, ma in pratica tutti sanno fare tutto: gli interscambi e i movimenti dei giocatori sono continui, a partire dai terzini Suurbier e Krol, per finire con Cruijff che non è un centravanti classico, ma un attaccante totale, capace di arretrare a centrocampo per costruire il gioco. Di fatto, l'unico a rimanere fisso nella sua pozione è il portiere Jongbloed: tutti gli altri si spostano senza sosta lungo tutto il rettangolo di gioco. Naturalmente, la prerogativa è avere sempre il pieno controllo degli spazi e del gioco.



I CONFRONTI INDIVIDUALI

Grosics (Ungheria)-Jongbloed (Olanda)
L'olandese è un portiere che appare migliore di quanto spesso non suggerisca la critica, ma Grosics appare davvero di un altro livello ed è senz'altro uno dei migliori della sua epoca, sia in termini di completezza del ruolo che di personalità.
Voto: GROSICS.

Buzanski (Ungheria)-Suurbier (Olanda)
Buzanski è forse il migliore dei difensori ungheresi, non sembra un fulmine in difesa, però ha corsa e discreta tecnica e spesse volte sale a centrocampo e oltre per dare manforte ai compagni. Suurbier è un po' meno tecnico, ma è più dinamico e completo: oltre a difendere e spingere lungo la corsia di destra, sa anche muoversi in altre zone del campo.
Voto: pari.

Zakarias (Ungheria)-Haan (Olanda)
Zakarias è il mediano difensivo e gioca davanti alla difesa, in appoggio alla mente Bozsik. Haan è il difensore centrale che sembra più portato alla costruzione del gioco, non a caso nel Mondiale 1978 giocherà prevalentemente a centrocampo come regista. L'ungherese appare solo come un duro marcatore, poco aggraziato sul lato tecnico. Haan è di un altro livello, sia sotto il profilo tecnico che dinamico, ed è pure dotato di un ottimo tiro dalla distanza.
Voto: HAAN.

Lorant (Ungheria)-Rijsbergen (Olanda)
Lorant è il difensore centrale dell'Ungheria e non sembra un fenomeno del ruolo: contro l'Uruguay va letteralmente in crisi contro la fisicità di Hoohberg e la classe di Schiaffino. E anche nelle altre circostanze appare uno dei meno dotati della squadra di Sebes. Rijsbergen non sarà un fine dicitore, ma sembra un difensore centrale migliore, superiore nel gioco aereo, nel tempismo, nel senso della posizione e anche, se occorre, negli inserimenti offensivi.
Voto: RIJSBERGEN.

Lantos (Ungheria)-Krol (Olanda)
Uno dei confronti meno equilibrati: Lantos è un onesto difensore di fascia mancina, Krol è uno dei più grandi difensori di sempre: non solo superbo terzino, ma anche elemento versatile e dalla spiccata personalità. Nel Mondiale 1974 si propone come uno degli esterni migliori del mondo; nel 1978 agirà da libero classico dalla spiccata visione di gioco, in un'Olanda molto più tradizionalista, giocando una partita quasi perfetta nella finale perduta contro l'Argentina.
Voto: KROL.

Budai (Ungheria)-Jansen (Olanda)
Paragone forse un po' forzato: Budai, più utilizzato e bravo di Toth, è l'ala destra dell'attacco ungherese, ma è più un giocatore di raccordo che di mera spinta offensiva. Jansen è un centrocampista di spola, capace di inserirsi con una certa pericolosità anche in attacco, soprattutto sul lato destro. Sono due buoni giocatori: Budai ha probabilmente maggiori qualità tecniche, Jansen corre di più.
Voto: pari.

Bozsik (Ungheria)-Van Hanegem (Olanda)
Sono di fatto i due registi. Operano entrambi davanti alla difesa, da dove muovono i fili del gioco. Entrambi abbinano sostanza e senso del gioco, entrambi sono dotati di un ottimo tiro da lontano. Van Hanegem pecca forse un po' in termini di continuità, Bozsik sembra più maestoso e completo e non è assurdo ritenerlo il centrocampista classico più forte della sua epoca, una sorta di Pirlo o Xavi ante-litteram.
Voto: BOZSIK.


Hidegkuti (Ungheria)-Neeskens (Olanda)
Dopo Puskas e Cruijff sono i migliori giocatori delle due squadre. Non sembrano avere punti deboli e sono senz'altro tra i migliori calciatori del loro tempo. Sanno fare tutto: aiutare il centrocampo in fase difensiva, dirigere la manovra, creare superiorità numerica, inserirsi in zona-gol. Quando mancano Puskas e Cruijff sono loro a caricarsi le squadre sulle spalle, vedi semifinale contro gli uruguayani nel caso di Hidegkuti e Mondiale 1978 nel caso di Neeskens. Il livello è più o meno simile, scelgo Hidegkuti perché mi ha dato la sensazione di avere più classe e un tocco maggiormente raffinato. Comunque due grandissimi.
Voto: HIDEGKUTI (di poco).

Puskas (Ungheria)-Cruijff (Olanda)
Non è illogico ritenere Puskas e Cruijff i due più grandi giocatori europei di ogni tempo. Hanno segnato un'epoca, dall'alto di una completezza di mezzi senza pari: non solo attaccanti, ma veri uomini-squadra, capaci di incidere ovunque sul fronte offensivo. Le cifre della loro carriera sono impressionanti: pochissimi altri fuoriclasse nella storia possono vantare un numero così consistente di trofei. Puskas è più concreto e continuo, Cruijff è più veloce e dinamico.
Nell'Ungheria, Puskas agisce da terzo regista, in linea con Bozsik e Hidegkuti, ma anche da principale terminale al fianco di Kocsis; quando poi passa al Real Madrid, sembra maggiormente preoccuparsi della fase realizzativa, lasciando a Di Stefano il compito di organizzare il gioco. Come Puskas, anche Cruijff nella sua Olanda segna e fa segnare dall'alto di una classe e risorse tecniche superiori.
Voto: pari.

Kocsis (Ungheria)-Rep (Olanda)
Entrambe le squadre non hanno dei veri centravanti di ruolo, ma Kocsis e Rep sono i giocatori che più si avvicinano. Kocsis nasce come interno sinistro, ma in nazionale gioca di fatto da punta, potendo sfruttare oltre a buone qualità tecniche un senso del gol impressionante (11 reti al Mondiale tedesco, 75 in 68 gare con l'Ungheria!) e un colpo di testa fantastico. Rep da ala destra si trasforma spesse volte in attaccante centrale: rispetto a Kocsis ha in più solo il tiro dalla distanza, ma in area di rigore tra i due non c'è paragone, sia in termini numerici che di presenza e incisività quando conta.
Voto: KOCSIS.

Czibor (Ungheria)-Rensenbrink (Olanda)
Le due ali sinistre, elementi raffinati, tecnici e dotati di grande estro. Rensenbrink è il classico giocatore a cui manca una lira per fare un milione. Avrebbe tutto per diventare un grandissimo, ma non la personalità: nei momenti chiave si perde, fallendo tutti i grandi appuntamenti: nella finale del Mondiale 74 è il peggiore in campo, nel 78 spara sul palo il possibile gol della vittoria. Czibor è molto più continuo e utile e appare nel complesso superiore.
Voto: CZIBOR.



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da predu17 » 11/01/2014, 9:32

Belli :notworthy: :notworthy: :notworthy:

Ritrova il link!!!!



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da Bonaz » 11/01/2014, 10:17



rodmanalbe82 ha scritto:Bonaz ridefinisce il concetto di "come lavorare a fine luglio" :truzzo:
ripper23 ha scritto:Bonaz porta la voglia di non fare un cazzo in ufficio a livelli ineguagliabili :notworthy:
Bluto Blutarsky ha scritto:Annuntio vobis gaudium magnum, habemus Bonaz

:appl: :appl: :appl:

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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da predu17 » 11/01/2014, 10:44

Mi piacciono questi blog sul calcio che fu, se ne avete altri interessanti postateli :shades:



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da The goat » 11/01/2014, 10:49

ottimo bonaz.
bella la cronaca minuto per minuto di alcune partite e le pagelle.
:forza:



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da Bonaz » 11/01/2014, 11:09

predu17 ha scritto:
Mi piacciono questi blog sul calcio che fu, se ne avete altri interessanti postateli :shades:
Dopo il minidraft te li posto :thumbup:


rodmanalbe82 ha scritto:Bonaz ridefinisce il concetto di "come lavorare a fine luglio" :truzzo:
ripper23 ha scritto:Bonaz porta la voglia di non fare un cazzo in ufficio a livelli ineguagliabili :notworthy:
Bluto Blutarsky ha scritto:Annuntio vobis gaudium magnum, habemus Bonaz

:appl: :appl: :appl:

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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da predu17 » 11/01/2014, 11:15

Bonaz ha scritto: Dopo il minidraft te li posto :thumbup:
:lmao: :lmao:



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da LeatherBoy » 11/01/2014, 11:16

Bellissimo :applauso:



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da The goat » 16/01/2014, 10:07

la classifica dei numeri 10 italiani secondo "Rovesciata Volante".

E qui ci sarebbe tanto da discutere. :icon_paper:


...Come tutte le classifiche, si tratta chiaramente di un gioco e di valutazioni personali, anche perché è impossibile confrontare realmente giocatori di epoche diverse.


1) GIUSEPPE MEAZZA
Per chi sa di calcio, è ancora oggi il simbolo dell'Italia pallonara, un po' come Pelè in Brasile o Maradona in Argentina. Nel 1930, a soli 20 anni, distrugge gli ungheresi a Budapest, regalando di fatto all'Italia il primo trofeo internazionale (la Coppa Internazionale, antesignana del Campionato Europeo per Nazioni). Diventa la mente e il braccio della Nazionale di Pozzo che guida a due trionfi mondiali ('34 e '38). Impareggiabile regista, inarrivabile goleador (in serie A solo Piola ha segnato di più), immenso uomo assist. Giulio Cesare.

2) VALENTINO MAZZOLA
Capitano e condottiero del Grande Torino, la squadra resa eterna dal rogo di Superga: vi troverà anche lui la morte, ad appena 30 anni. Secondo molti, è il giocatore più completo del nostro calcio: un centrocampista universale, capace di ripiegare fin sulla linea di porta, avviare l'azione, concluderla (130 reti in serie A). Vince cinque scudetti e solo il destino può interrompere la serie. Sfortunato in Nazionale: nel dopo-guerra non sono ancora riprese le competizioni internazionali e gioca la miseria di 12 partite. Eroe romantico.

3) GIANNI RIVERA
Osteggiato da certa parte della critica che lo accusa di essere lento e conia per lui il soprannome “abatino”, è comunque il primo italiano a vincere il Pallone d'Oro (nel '69) nonché il giocatore simbolo della riscossa del nostro calcio dopo gli infausti Anni '50. I suoi lanci sono manna dal cielo per tutti gli attaccanti e fanno la fortuna del Milan di Rocco, che guida a due successi in campionato e in Coppa dei Campioni. In Nazionale non riesce mai del tutto a esplodere: celebri i 6 minuti riservatigli dal ct Valcareggi nella finale del Mondiale '70 contro il Brasile. Oro fino.

4) ROBERTO BAGGIO
Con muscoli diversi e una maggior predisposizione al sacrificio collettivo, avrebbe potuto fare ancora di più. Talento immenso, classe assoluta e repertorio tecnico pressochè infinito, è ancora oggi uno dei giocatori più amati. Paga forse un periodo storico che tende a confinare troppo i giocatori di fantasia. Fatica a trovare continuità nei grandi club, ma in Nazionale si esalta e trascina gli azzurri quasi da solo al successo mondiale nel '94. Raggio di sole.

5) ADOLFO BALONCIERI
Negli Anni '20, prima di Meazza e dei trionfi iridati, c'è lui. Il primo grande campione di statura internazionale del nostro calcio, colui che permette all'Italia pallonara di abbandonare la periferia calcistica e piazzarsi immediatamente alle spalle delle superpotenze dell'epoca. Regista sopraffino, mezzala completissima e dall'intelligenza superiore. Vince due scudetti con il Torino (uno revocato) e porta l'Italia a fregiarsi della medaglia di bronzo olimpica nel '28, in un'epoca in cui le Olimpiadi contavano davvero, anche nel calcio. Pioniere.

6) ALESSANDRO DEL PIERO
L'uomo del destino per la Juventus. La maglia bianconera per lui è una sorta di seconda pelle: gol meravigliosi e fragorose cadute, i massimi successi internazionali e l'onta della serie B. Al contrario di Baggio, che è Grande con la Nazionale e meno con i club, lui fa la storia della Juventus, ma non riesce mai a diventare il punto di riferimento offensivo degli azzurri, anche se nel Mondiale 2006 segna un gran gol alla Germania in semifinale. Araba Fenice.

7) GIOVANNI FERRARI
Il giocatore più vincente nella storia del calcio italiano: conquista otto scudetti (cinque nella super Juve dei primi Anni '30, due al Bologna e uno all'Inter) e due Mondiali. Inseparabile compagno di Meazza nei successi in Nazionale e a cui deve cedere la maglia numero 10 che porta con così tanto orgoglio nella sua Juventus (si “accontenta” dell'8), è complementare al “Pepin”: l'altro è genio allo stato puro, lui è ferrea applicazione. Mezzala di raccordo, continuo, completo e vincente. Caterpillar.

8) FRANCESCO TOTTI
Divinizzato nella Capitale, poco considerato e a volte anche mal sopportato fuori. Lui e la Roma sono una cosa sola: spende l'intera carriera da leader carismatico del club giallorosso, insensibile alle sirene di mercato che arrivano dalle milanesi o dal Real Madrid. Vince uno scudetto, ne sfiora un altro paio e segna oltre 200 reti in serie A, in tutti i modi. Non riesce forse a brillare altrettanto in campo internazionale, Nazionale compresa. Ma vince comunque il Mondiale 2006 da titolare. Core de Roma.

9) GIAMPIERO BONIPERTI
Il simbolo per antonomasia della Juventus: 15 anni da calciatore, quindi dirigente e presidente. Comincia da centravanti e a soli 20 anni si laurea capo-cannoniere del campionato con 27 reti. Nel corso della carriera, arretra la sua posizione, diventando mezzala di regia al servizio degli attaccanti Sivori e Charles. Abbassa le medie realizzative e sviluppa un invidiabile senso del gioco. In Nazionale incide poco, ma non per colpa sua: il periodo - gli anni del dopo Superga - sono forse i peggiori nella storia del nostro calcio. Old Style.

10) ALESSANDRO MAZZOLA
Figlio del Grande Valentino, cresce nell'Inter. Esplode anche lui nel ruolo di centravanti, affossando il Real Madrid nella finale di Coppa dei Campioni '64 con una doppietta, poi si trasforma in mezzala a tutto campo. Centra quattro scudetti e sfiora il Pallone d'Oro nel '71, battuto solo da Cruyff. Celebre il suo dualismo con Rivera in maglia azzurra, con cui conquista comunque da titolare l'Europeo '68 e il secondo posto al Mondiale di Messico '70. Nel nome del padre.



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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da A.F.D.U.I. President » 16/01/2014, 10:17

Chi prendera' Baloncieri e Ferrari al draft? :forza:


Comunque classifica fuffa, Totti all'ottavo posto e sotto Del Piero non si puo' guardare. Il blogger e' juventino :forza:



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The goat
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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da The goat » 16/01/2014, 10:22

A.F.D.U.I. President ha scritto:Chi prendera' Baloncieri e Ferrari al draft? :forza:


Comunque classifica fuffa, Totti all'ottavo posto e sotto Del Piero non si puo' guardare. Il blogger e' juventino :forza:
leggendolo mi è venuto da pensarlo anche a me. in un altro punto, ad esempio, definisce juve-aj la più bella coppa intercontinentale della storia.
però poi mette boniperti, il vero simbolo della storia juventina, dietro totti.

cmq è un blog davvero ben fatto.



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Re: R: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da lebronpepps » 16/01/2014, 11:00

A.F.D.U.I. President ha scritto:Chi prendera' Baloncieri e Ferrari al draft? :forza:


Comunque classifica fuffa, Totti all'ottavo posto e sotto Del Piero non si puo' guardare. Il blogger e' juventino :forza:
Dagli all'untore :forza:

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francilive
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Re: Confronti Squadre e Giocatori

Messaggio da francilive » 19/01/2014, 13:25

The goat ha scritto:
A.F.D.U.I. President ha scritto:Chi prendera' Baloncieri e Ferrari al draft? :forza:


Comunque classifica fuffa, Totti all'ottavo posto e sotto Del Piero non si puo' guardare. Il blogger e' juventino :forza:
leggendolo mi è venuto da pensarlo anche a me. in un altro punto, ad esempio, definisce juve-aj la più bella coppa intercontinentale della storia.
però poi mette boniperti, il vero simbolo della storia juventina, dietro totti.

cmq è un blog davvero ben fatto.
peccato che, essendo limitata ai soli numeri 10 ed ai soli italiani, non sia presente anche alan shearer, altrimenti si potrebbe avere l'esatta collocazione di totti :icon_paper:
lo scandalo è vederlo davanti a boniperti. altro che gnè gnè gnè per l'ottavo posto.



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