Pagelle Finals Nba 2020 - Gara 6

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sds971
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Pagelle Finals Nba 2020 - Gara 6

Messaggio da sds971 » 13/10/2020, 17:24

Gara 6
 
Lakers at Heat 106 - 93 (4-2)
Parziali: 28-20 / 36-16 / 23-22 / 19-35
 
Voti e giudizi
 
Los Angeles Lakers
 
LeBron James: 8,5 – Solita tripla doppia – 28 punti, .14 rimbalzi e 10 assist – e una sola persa a partita già ampiamente terminata. È impressionante come faccia a fette la difesa degli Heat, nonostante difendano l’area a spada tratta: LeBron entra con una potenza e tecnica inarrestabili. Ma è in difesa, assieme a tutta la squadra, che sbriciola gli Heat, mettendo la museruola a Butler e a chiunque gli capiti sotto. Dominante come pochi lo sono stati nella storia del basket. Vince meritatamente l’MVP, chiudendo la serie con 29,8 punti a partita con il 59% al tiro, 11,8 rimbalzi e 8,5 assist. Immenso.
               Media voti Finals: 8,1
 
Danny Green: 6,5 – Gioca come se non ci fosse stata gara 5, mette 3 triple su 7, non brilla ma in difesa fa il suo e anche bene, non lasciando mai spazio né a Herro né a Robinson. Che sia un giocatore in declino lo si era già visto alle Finals dello scorso anno, ma la sua utilità nella difesa di squadra è ancora importante. Chiude con 6,6 punti di media con il 29% da 3.
               Media voti Finals: 5,3
 
Alex Caruso: 7 – Buttato in quintetto da Vogel, risponde presente: in attacco incide per 5 begli assist, ma è in difesa che fa il suo lavoro egregiamente, attaccandosi a Herro, poi a Nunn e a chiunque gli capiti sotto. La sua energia si è sempre fatta sentire in difesa ed era questo di cui la squadra aveva bisogno. 6,3 punti con il 43% al tiro.
               Media voti Finals: 6,1
 
Kentavious Caldwell-Pope: 8,5 – Non solo 15 punti nel primo tempo, con un bel gioco da 3 punti e la tripla su assist di LeBron che chiude virtualmente la gara verso la fine del secondo quarto, ma tanta, tantissima difesa, mostrando una grande capacità di stare attaccato come un francobollo sul suo uomo e anche una notevole agilità nel superare i blocchi. È stato il terzo punto di riferimento per i Lakers. Termina la serie con 12,8 punti di media, 2 assist e il 30% da 3.
               Media voti Finals: 6,8
 
Anthony Davis: 8,5 – Alcuni strabilianti canestri in attacco non rappresentano nemmeno la metà dell’importanza di Davis nella sua metà campo, dove ha chiuso la strada a chiunque abbia solo tentato di avvicinarsi: stoppa due volte Nunn, tira giù 15 rimbalzi – 11 sotto il suo canestro – annichilendo Adebayo. Mostruosa dimostrazione tecnica e fisica del lungo ad oggi più dominante dell’Nba. Le sue cifre alle Finals: 25 punti con il 57%, 10,7 rimbalzi, 2 stoppate e 28/30 ai tiri liberi.
               Media voti Finals: 7,7
 
Rajon Rondo: 8,5 (MVP) – Devastante primo tempo di Rondo: nessuno degli Heat riesce minimamente a fermarlo in entrata o a limitare le sue scorribande che portano a smazzare 4 assist. Inizia il secondo quarto con 5 punti consecutivi e dà il +15 ai Lakers. Poi palleggia troppo, gli Heat lo accerchiano e segna di sinistro in entrata. Un paio di azioni dopo innesca anche Kuzma per un bel canestro. Trascina tanto quanto James questi Lakers alla vittoria in gara 6 e si dimostra un tassello fondamentale per questo anello; chissà in quanti avrebbero scommesso su un Rondo così decisivo. Le sue medie alle finali sono di 8,6 punti, 5,5 assist e 5,1 rimbalzi in 24 minuti di utilizzo.
               Media voti Finals: 7,2
 
Markieff Morris: 6 – Solo 16 minuti in campo ma quando conta e riesce a difendere molto bene, contribuendo a creare il break nel secondo quarto e segnando una bella tripla. Forse in molti pensavano che sarebbe stato l’altro gemello a mettersi l’anello al dito. Medie finali: 7,5 punti con un ottimo 40% da 3.
               Media voti Finals: 5,3
 
Kyle Kuzma: 5 – Commette il suo primo banale fallo su Crowder a fine primo quarto, segna due punti e non danneggia i Lakers. Chiude le Finals con 8,5 punti a partita con il 31% da 3 e 2,8 rimbalzi.
               Media voti Finals: 5,7
 
Dwight Howard: sv – Alla fine Vogel è costretto a lasciarlo attaccato alla panchina. Gioca dei bellissimi playoff, escluse le Finals dove colleziona 2,8 punti e 3,4 rimbalzi in poco meno di 14 minuti di gioco.
               Media voti Finals: 5,2
 
 
Coach Vogel: 8,5 – La vince dove ha sempre pensato di poterlo fare, a prescindere dal talento mostruoso in attacco di Davis e l’immancabilità di James: in difesa. Lascia Howard ai box da subito a cui preferisce Caruso e la sua determinazione difensiva. Lascia solo 20 punti agli Heat nel primo quarto e li devasta nella frazione successiva, lasciandogli 16 punti e segnandone 36. Raddoppia Butler dopo i primi due palleggi – perché ha aspettato tanto per farlo? – e ha un AD che cancella dal campo Adebayo. La gara termina a metà secondo quarto, soprattutto per merito suo e di una cattiveria agonistica che i Lakers tramutano in recuperi, errori forzati, nessun errore difensivo e grande precisione in attacco. Vince la squadra migliore, con l’accoppiata più forte e con un LeBron in missione. Arrivato in sordina alla corte dei gialloviola, sottostimato da tanti che pensavano che sarebbe potuto crollare alle prime difficoltà, ha il merito di inventarsi James come point guard, un quintetto altissimo e riesce a convincere il Re a fargli fare il suo lavoro di coach.
               Media voti Finals: 6,9
 
 
 
Miami Heat
 
Tyler Herro: 4,5 – Tanti errori in attacco – 3/10 al tiro – e 4 brutte palle perse. Non entra mai in partita, nonostante l’approccio sia sempre aggressivo, ma la difesa dei Lakers è troppo per la sua inesperienza. Chiude la serie con il 37% da 3, 14,6 punti, 4,1 rimbalzi e 2,3 perse.
               Media voti Finals: 6,0
 
Duncan Robinson: 6,5 – È l’unico a salvarsi nella disastrosa gara 6 degli Heat: inizia con una tripla delle sue, prende uno sfondo di AD, e serve anche 3 assist. In difesa fa quello che può, e nemmeno così male. Dopo il pessimo inizio delle Finals, riesce a mettere assieme 12,5 punti a partita con il 39% da 3 – 3 triple a segno di media – e 2,5 assist.
               Media voti Finals: 6,1
 
Jimmy Butler: 5 – Questa volta non riesce a ripetere le favolose gare 3 e 5, anche perché Vogel lo raddoppia al secondo palleggio. Perde due palloni a inizio gara e riesce a prendersi solo 3 tiri nel primo quarto. Queste Finals ci hanno regalato un nuovo fuoriclasse, che ha saputo alzare le sue performance a livelli altissimi, con un basket di altri tempi. Serie da 26,1 punti con il 555 al tiro, 8,3 rimbalzi, 9.8 assist, 2,1 recuperi e 3 perse, tirando 16 volte a partita in 43 minuti di impiego. Favoloso.
               Media voti Finals: 7,8
 
Jae Crowder: 5,5 – 12 punti con 1/5 da 3, sono suoi 5 dei 16 punti del secondo quarto degli Heat ma in difesa non può nulla contro Davis e LeBron che lo sovrastano da tutte le parti. Tira con il 33% da 3 nella serie, a cui aggiunge 11,1 punti e 5,1 rimbalzi, oltre a una credibilità come giocatore solido anche a questi livelli.
               Media voti Finals: 6,3
Bam Adebayo: 4,5 – I 25 punti e 10 rimbalzi arrivano tutti a partita finita: sbaglia di tutto nel primo tempo, anche a mezzo metro dal ferro, intimidito da un Davis mostruoso a guardia dell’area. Non si gioca mai l’uno contro uno in attacco, troppo attenti i gialloviola a chiudere qualsiasi opzione. In difesa non è efficace ed è apparso fisicamente sottotono, forse a causa dell’infortunio. Chiude la serie con 15,2 punti, 6,2 rimbalzi e il 53% al tiro.
               Media voti Finals: 5,4
 
Andre Iguodala: 4 – Tenta di dare una scossa ai suoi nel secondo quarto, ma sbaglia due triple e in difesa è completamente assente e sovrastato dai Lakers, soprattutto da Davis. Serie da 3,1 punti, 2,6 rimbalzi e 2 assist in 20 minuti di impiego.
               Media voti Finals: 5,5
 
Goran Dragic: 5 – Riesce a rimettere i piedi in campo, ma nulla ha potuto contro la netta sconfitta in questa gara 6. 5,5 punti a partita con il 31% al tiro.
               Media voti Finals: 5,3
 
Kendrick Nunn: 4 – Disastrosa prova di Nunn, che inizia con una bella tripla, ma nel secondo quarto si perde assieme a tutti gli altri: 2 perse consecutive, poi a testa bassa si lancia sotto canestro dove Davis lo stoppa facilmente. Chiude la serie con 10,5 punti a partita e il 39% da 3.
               Media voti Finals: 5,6
 
Kelly Olynyk: 6 – Entra a partita già finita da un pezzo, gioca come sempre senza guardare il tabellone e mette a segno 9 punti e 7 rimbalzi. È una delle sorprese della serie, avendo sostituito Adebayo in modo egregio pur avendo un gioco completamente diverso dall’africano. Le sue medie alle Finals dicono 12,6 punti, 6 rimbalzi e il 41% da 3.
               Media voti Finals: 6,1
 
Meyers Leonard: ne – Nei pochi minuti in cui è stato utilizzato si è sempre fatto trovare più che pronto. Due partite con 6 punti di media in 11 minuti di utilizzo.
               Media voti Finals: 6,3
 
 
Coach Spoelstra: 4,5 – Non riesce in questa gara 6 a trovare il modo di scassinare la cassaforte che Vogel ha messo al posto del canestro; non trova alternative ai raddoppi su Butler e un Herro molto sprecone e un Adebayo poco efficace lo costringono ad alzare bandiera bianca già a fine primo tempo. Anche la difesa non tiene, 64 punti concessi in 24 minuti lo dimostrano ampiamente: l’impressione è che non ne avessero veramente più. Spoelstra è riuscito a far alzare di parecchie tacche il livello di esecuzione ed efficacia offensiva e difensiva a tutta la squadra e per questo motivo esce sconfitto a testa molto alta, contro un avversario sulla carta nettamente più forte e privo di uno dei cardini del suo gioco – Dragic – e con la sorpresa Adebayo che ha saltato due partite. Ha tenuto fede durante le Finals al suo gioco in attacco, mentre in difesa ha continuato a cercare gli aggiustamenti migliori per mettere in difficoltà la squadra di Vogel. Si riprende, con gli interessi, quel credito che pochi gli avevano dato all’epoca del Re alla sua corte – oppure in questi anni è veramente migliorato.
               Media voti Finals: 6,7
 
 
 
Arbitri
James Capers (n. 19 – nero): 5 – Pur non avendo inciso minimamente nel risultato della gara, gara 6 ha mostrato il peggior arbitraggio della serie: Capers non vede la netta gomitata di LBJ su Crowder, ma fischia il suo fallo successivo. Prosegue nel secondo quarto non vedendo il netto fallo di posizione di Dragic che colpisce all’anca James, oltre a punire Danny Green per una mano appoggiata al fianco di Crowder con la palla tutta da un’altra parte. Poi in scioltezza nel secondo tempo, a gara finita. Era una partita semplice da arbitrare, perché perdersi in un bicchier d’acqua?
 
Tony Brothers (n. 25 – nero bello grosso): 6 – Vista la pessima giornata del capo terna, ci si poteva aspettare un Brothers più protagonista, ma si accontenta di svolgere il compitino. Sbaglia a non fischiare a favore di Kuzma lo sfondamento di Adebayo a fine gara.
 
David Guthrie (n. 16 – bianco con la pancetta): 5 – Due pessimi fischi per una partita anonima: prima fischia sfondo a KCP, ma è palese il movimento di Crowder che oltretutto si lascia cadere. Poi non fischia un evidente sfondamento di James su Adebayo.
               Media voti Finals: 6,8
 



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