Cinema: Quotes & Anecdotes

Hank Luisetti
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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 08/07/2013, 16:23

Cinema Anecdotes

Horror Movies Based on Horrifyingly True Stories:


- Psycho: Tutti conoscono il film...ma forse non tutti sanno che il film si basa sulla vera storia di Ed Gein del Wisconsin, arrestato nel 1957 per aver commesso due omicidi.. e per aver dissepolto i corpi di innumerevoli altre donne che gli ricordavano la sua defunta madre! ..e dopo averli spellati cuciva le pelli assieme per un perfetto full-body "woman suit".. sperando di "vestirsi" da donna. Gein fu rinchiuso in un istituto psichiatrico (ma dai??..)

- The Texas Chainsaw Massacre/ Non aprite quella porta (1974): Leatherface dice nulla?? beh Ed Gein (si si..quello di sopra..) ha fatto proseliti..

- The Amityville Horror: basato sul libro di George e Kathy Lutz basato (come dicono..) sulla loro reale esperienza di vita in una casa che era così fottutamente infestata che scapparono da questa dopo appena 4 settimane!

NB: Molti dicono che i Lutzes hanno montato tutto.. ma è pur vero che c'era stata ammazzata un monte di gente in quella casa.

- The Serpent and the Rainbow: basato sul libro di uno scienziato Canadese, Wade Davis, riguardante le pratiche di "zombificazione" eseguite ad Haiti tramite un intruglio tossico che trasporta le vittime in uno stato di morte apparente e che rendeva questi marionette nelle mani di stregoni Haitiani!..

- The Hills Have Eyes: Basato sulla storia del 15° secolo della leggenda scozzese Alexander "Sawney" Bean, supposto leader di un clan di 40 persone che vivenano tutte in caverne e che avevano ammassato più di 1000 cadaveri per oltre 25 anni!..
Ultima modifica di Hank Luisetti il 08/07/2013, 16:49, modificato 2 volte in totale.



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 08/07/2013, 16:29

Wargames - Giochi di guerra

Titolo originale WarGames
Paese di produzione USA
Anno 1983
Durata 114 min

Regia John Badham
Sceneggiatura Lawrence Lasker, Walter Parkes
Fotografia William A. Fraker
Montaggio Tom Rolf
Musiche Arthur B. Rubinstein
Scenografia Jerry Wunderlich

Interpreti e personaggi

Matthew Broderick: David J. Lightman
Dabney Coleman: Dottor John McKittrick
John Wood: Dottor Stephen Falken
Ally Sheedy: Jennifer Katherine Mack
Barry Corbin: Generale Jack Beringer
Juanin Clay: Pat Healy
Kent Williams: Arthur Cabot
Dennis Lipscomb: Lyle Watson
Joe Dorsey: Col. Joe Conley
Irving Metzman: Paul Richter
Michael Madsen: Steve Phelps
Michael Ensign: Aiutente di Beringer
William Bogert: Sig. Lightman
Susan Davis: Sig.ra Lightman
James Tolkan: Agente FBI Nigan
David Clover: Stockman


20 - WarGames nasce da un'idea di Walter Parkes, in seguito capoccia di Dreamwork Pictures, e di Lawrence Lasker. Un'idea COMPLETAMENTE diversa. Parkes e Lasker scrivono infatti nel 1979 uno script intitolato "The Genius": la storia di uno scienziato che sta per morire e di un ragazzino prodigio, un giovane ribelle che è anche l'unico essere vivente in grado di comprendere gli studi dello scienziato. Lo spunto nasce nella mente di Lasker guardando un programma per la TV in cui vengono intervistati vari scienziati, tra cui Stephen Hawking. Niente computer e missili, perché, ammetterà anni dopo Lasker, all'epoca lui e Parkes non sapevano "nemmeno che si potessero collegare tra loro due computer". Da The Genius si passa a WarGames quando Parkes e Lasker incontrano Peter Schwartz, allora impiegato allo Stanford Research Institute.

Schwartz indirizza i due verso la sottocultura emergente dei giovani smanettoni, la prima scena hacker, e si pensa allora di buttarci dentro anche i militari e il sistema di difesa statunitense. Il protagonista, David Lightman, è ispirato a un hacker realmente esistente e incontrato dai due autori, David Scott Lewis. Lewis era uno degli smanettoni che praticavano davvero quello che poi sarebbe stato definito "war-dialing" (vedi sotto), ossia la ricerca dei numeri di telefono per trovare un determinato computer, e trascorreva i suoi pomeriggi cercando di entrare nei computer del Dipartimento della Difesa…

Il dottor Stephen Falken nasce invece come un omaggio a Stephen Hawking, ma dopo il rifiuto dello stesso Hawking (che non era sicuro si sarebbe trattato nel modo giusto nel film il tema della disabilità), si decise di dargli un aspetto alla John Lennon. E di proporre la parte al cantante. Lennon a quanto sembra era interessato, ma poi in quel brutto dicembre del 1980 è successo quello che è successo, e il ruolo è andato all'inglese John Wood. Anche la figura del generale Beringer era ispirata a una persona vera, il comandante in capo del NORAD dell'epoca, James B. Hartinger, incontrato da Parkes e Lasker durante una visita al centro.

19 - Quando David chiede alla centralinista il numero della Protovision, l'azienda produttrice di videogiochi, gli viene dato un numero che inizia per 555, il prefisso farlocco usato nei film. Gli altri prefissi dell'area dettati dalla centralinista sembrerebbero reali… ma non lo sono. Il 311 era un prefisso speciale non usato per i numeri domestici, il 767 era il numero dell'ora esatta e il prefisso 936 quello delle previsioni del tempo.

18 - Che computer usava David? Il microcomputer IMSAI 8080, venduto in America (già assemblato o in kit di montaggio) tra il '75 e il '78 e parente prossimo del MITS Altair 8800. Il monitor è un Electrohome da 17 pollici, la tastiera una IMSAI IKB-1, il modem un modello da 1200 baud della Cermetek ribrandizzato IMSAI Triplo filotto reale ritornato con pallino per il lettore di enormi floppy da 8 pollici (IMSAI FDC-2), praticamente dei 45 giri quadrati.

Ma a turbare i giovani spettatori e a trascinare un sacco di gente in quei grossi casini con le bollette della SIP di cui sopra sarebbe stato l'accoppiatore acustico. Che poi, gli serviva davvero a David per quello che stava facendo?

La chicca è comunque il vecchio computer che si vede nel filmato in bianco e nero del Professor Falken con il figlio. Si tratta di parti di un vero computer militare, un IBM AN/FSQ-7. Utilizzato negli anni 50 per individuare l'arrivo di bombardieri russi, il bestione pesava 275 tonnellate e occupava più di 2.000 metri quadrati di spazio. Una volta smantellati, alcuni di questi computer vennero venduti a pezzi a varie compagnie hollywoodiane per impiegarli in film e telefilm più o meno fantascienzi. Le parti della macchina che vediamo in WarGames erano state già impiegate nel serial Kronos - Sfida al passato (1966) e nel film L'inferno di cristallo (1974). Subtrivia: Dopo l'uscita di WarGames, le vendite dei modem aumentarono negli USA del 500%.

17 - Matthew Broderick avrebbe recitato di nuovo al fianco di John Wood (Dottor Falken) in Ladyhawke e di Dabney Coleman (Dottor McKittrick) nel terrificante Inspector Gadget.

Quanto al vizio di entrare nel computer della scuola per cambiare i propri voti, Broderick avrebbe fatto lo stesso anche in Una pazza giornata di vacanza (1986).

16 - Per realizzare le schermate nel centro di controllo del NORAD, venne utilizzato un HP 9845C che girava in BASIC, il primo computer con schermo a colori della HP: costo all'epoca, 11.500 dollari (pari a circa 27.000 dollari di oggi). Ma c'era un problema: quel computer non era in grado di generare scritte e mappe del pianeta a una risoluzione adatta per quegli schermi giganti, perciò si utilizzò un monitor monocromatico ad alta definizione e si filmarono le immagini applicando vari filtri (rosso, verde e blu), un frame alla volta, un colore alla volta. Il processo richiese un minuto di riprese per ciascun frame di pellicola.

15 - Nella scena dello scherzone al professore, quando David risponde alla domanda dell'insegnante di biologia ("Chi ha proposto per primo l'idea della riproduzione asessuata") con un "Sua moglie?", si sentono ridere anche degli adulti. Sono i tizi della troupe, alcuni dei quali non conoscevano la battuta e sono scoppiati a ridere mentre si girava. Il regista, John Badham, decise di lasciare la scena com'era.

14 - Lasciando da parte i videogiochi NON ufficiali ispirati al film (a partire da Computer War per VIC-20 dell'83), quelli su licenza sono un gioco della Coleco per il suo ColecoVision del 1983, poi portato su computer Atari 8-bit e Commodore 64, un titolo per PC e PlayStation del 1998 (Wargames, nella versione PSone noto come Wargames: Defcon 1), e infine uno per iOS e Android dell'anno scorso, WarGames: WOPR.

Non tutti sanno che il film ha avuto un seguito nel 2006, WarGames: The Dead Code (da noi WarGames 2: il codice della paura). Uscito direttamente in DVD (e successivamente portato al cinema per una sola sera nel 2008, in occasione del 25° anniversario della pellicola originale) e diretto da Stuart Gillard, questo sequel parlava di un hacker di nome Will Farmer, alle prese con un supercomputer governativo chiamato RIPLEY. Non l'hai mai visto, e sinceramente non credi di volerlo fare tipo mai nella vita.

13 - John Badham rivela nella commentary track del DVD che la scena in cui la jeep con David, Jennifer e Falken sfonda il cancello del NORAD e si va a schiantare contro un altro veicolo, non era prevista. L'auto avrebbe dovuto continuare la sua corsa, ma lo stuntman alla guida perse il controllo dopo l'impatto con il cancello. Il regista decise allora di aggiungere la scena in cui i protagonisti escono dall'auto e percorrono a piedi il tunnel che porta al complesso.

12 - A proposito di quel tunnel: si tratta della stessa galleria usata anche in Ritorno al Futuro Parte II e in Chi ha incastrato Roger Rabbit.

11 - Per far acquisire a Broderick la necessaria dimestichezza con Galaga, per le due scene ambientate nella sala giochi, lo studio gli fece recapitare a casa i coin-op di Galaga e Galaxian. Nella sala giochi si vedono molti altri arcade dell'epoca, come Tron, Ms. Pac-Man e Jungle Hunt. Subtrivia: quando sugli schermi del NORAD appare il messaggio di benvenuto per i turisti in visita, si sente un suono preso proprio da Galaga.

10 - La prima scelta per la regia di WarGames era stato Martin Brest (Prima di mezzanotte, Beverly Hills Cop, Vi presento Joe Black). Dopo 12 giorni di riprese, però, Brest venne licenziato per contrasti con i produttori e rimpiazzato da John Badham. Le scene girate da Brest, in ogni caso, vennero tenute e utilizzate praticamente tutte. Secondo Badham, la visione di Brest era molto più tetra, meno divertente, e ne usciva soprattutto un David che sembrava in pratica una vera spia. Per generare il tono giusto tra gli attori, Badham organizzò perfino una gara di corsa con i due protagonisti: a chi perdeva sarebbe toccato cantare davanti a tutta la troupe. Perse lui.

Ora, avete presente il gruppo di turisti che visita il NORAD? Vengono, come scopriamo dal messaggio di saluto del computer, da Birmingham, Alabama, la città natale di Badham. Martin Brest, dal canto suo, una volta licenziato si portò via il progetto della sala del NORAD costruita per il film, e ne tirò fuori l'anno dopo una versione ridotta per il centro di controllo della polizia in Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills.

9 - I Crosby, Stills & Nash proposero un loro brano per la colonna sonora del film, "Wargames" dell'album Allies. All'ultimo secondo la canzone venne esclusa dal film, ma per il suo videoclip vennero utilizzati comunque degli spezzoni della pellicola. Quanto alla scena del tris giocato dal computer del NORAD, alcuni fotogrammi furono inseriti nel video di "Hard to Explain" degli Strokes.

8 - La tecnica usata da David per trovare la Protovision, di cui parlavamo sopra, venne ribattezzata in seguito dagli hacker che già la utilizzavano "war-dialing", in omaggio al film.

Anche il cortocircuito creato da David con la linguetta di una lattina per chiamare dal telefono pubblico senza pagare era utilizzato, sia negli USA che in Europa, dall'avanguardia degli smanettoni.

Quello che invece era finto, e si vede, è il fatto che il computer, WOPR/Joshua, identifichi le cifre del codice di lancio una alla volta, perché così era chiaramente molto più semplice trovare la sequenza corretta. Ma c'era da creare la suspanza per il finale, e quindi vabbè. WarGames è anche il primo film nella storia in cui venga nominato un firewall, ma chi ha tradotto i dialoghi per l'Italia all'epoca non doveva essere molto ferrato in informatica. David chiede ad esempio a Jennifer di accendere la "stampatrice", mentre il Generale ironizza su un "diodo al silicone". Cioè con le tette finte. I due sceneggiatori, Lasker e Parkes, avrebbero invece messo a frutto le conoscenze sviluppate per questa pellicola e le amicizie strette nel mondo degli hacker anni dopo, scrivendo I signori della truffa (1992).

7 - L'ufficiale che intima al collega di girare la chiave per il lancio all'inizio del film? È il venticinquenne Michael Madsen al suo debutto sullo schermo: primo ruolo e scena girata nel suo primo giorno sul set.

Il collega che guarda la pistola dal lato sbagliato è invece il John Spencer di West Wing, The Rock e Cop Land.

Altra comparsata di rilievo: James Tolkan, il preside di Ritorno al Futuro.

6 - Il computer a casa di David era programmato per far apparire sullo schermo le parole previste, qualunque tasto si fosse premuto sulla tastiera. Al che uno potrebbe pensare che Broderick fosse una pippa: e invece. Il tizio che portò il computer sul set si era dimenticato le istruzioni, e fu proprio il giovane attore a capire come programmare la macchina per farle fare quello che doveva fare.

5 - Secondo lo script originale, David avrebbe dovuto diventare alla fine un assistente part-time del dottor McKittrick.

All'epoca ventunenne, Matthew Broderick ha oggi 51 anni. Sposato dal 1997 con l'attrice Sarah Jessica Parker, continua girare film (il prossimo è Skum Rocks!) e telefilm. Ha la stessa faccia da ragazzino di allora, ma tende a tenere la bocca un po' più chiusa quando non parla.

La coetanea Ally Sheedy ha continuato anche lei tra cinema e TV (a giugno esce Fugly!, con John Leguizamo… e Tomas Milian). È stata sposata con l'attore David Lansbury.

4 - David viene arrestato dall'FBI davanti a un 7-Eleven. Quel 7-Eleven si trova a Big Bear, California, e trent'anni dopo è ancora lì. Vi chiederete a questo punto come sia messo WarGames in quanto a product placement, per quel discorso che tutti i film degli anni 80 erano imbottiti di marchi anche se la gente non se ne accorgeva. Bene, qui, a differenza di Ritorno al Futuro e I Goonies, la Pepsi non ci sta.

O meglio, c'è questo cartellone, ma sembra più che altro una roba casuale. Dice: come fai a esserne sicuro? Perché i soldi ce li ha messi stavolta la Coca-Cola.

Nella scena della sala giochi, quando, per fugare ogni dubbio, la cassiera cita il nome della bevanda in mezzo a un tripudio di walkie-cup rosse e bianche, e a casa di David, quando lui e Jennifer bevono la Tab, la prima cola dietetica della Coca-Cola.

3 - Il centro di comando del NORAD fu ai tempi uno dei set più costosi della storia: ci vollero un milione di cucuzze per costruirlo. Il che vuol dire circa un decimo del budget complessivo: costato 12 milioni di dollari, WarGames ne portò a casa 79 nei soli Stati Uniti, assieme a tre nomination agli Oscar. Sul DVD John Badham racconta che il vero centro di comando del NORAD all'epoca non era per niente così complesso, visto che utilizzava ancora tecnologia degli anni 50. Secondo il regista, il NORAD del film "era il sogno bagnato del NORAD vero". Fu paradossalmente proprio il film di Badham - e la fila interminabile di visitatori che chiedevano ai responsabili delle PR del NORAD dove fossero i computer moderni - a spingere i militari ad impiegare monitor a colori e workstation Sun. Il NORAD, peraltro, si occupava allora soltanto di individuare le minacce, perché la risposta era affidata allo Strategic Air Command.

2 - Dopo aver parlato con Schwartz e i loro nuovi amichetti hacker, Parkes e Lasker immaginarono tutta una serie di possibili sviluppi nel rapporto tra il giovane protagonista e l'esercito. In una versione dello script, lo WOPR (ci arriviamo subito) si chiamava OLI, Omnipresent Laser Interceptor, ed era un sistema di difesa laser guidato dal computer.
Alla fine il computer intelligente si chiamerà WOPR, acronimo che sta per War Operation Plan Response… e gioco di parole a base di panini. Il nome viene pronunciato "whopper", come i panini del Burger King, perché negli anni 70 il vero computer del NORAD si chiamava BURGR.

1 - Quando WOPR/Joshua, dopo aver capito che il tris è un gioco della meenchia, inizia a studiare tutti i possibili scenari della guerra globale termonucleare, il primo è "gli Stati Uniti attaccano per primi", il secondo è "l'URSS attacca per prima". Poi segue velocissima una serie di altri scenari apocalittici che avrebbero condotto comunque alla fine del mondo e, attenzione, a un certo punto c'è anche questo: "Italian Takeover". Cioè conquista dell'Italia!



da: L'antro atomico del Dr. Manhattan

http://docmanhattan.blogspot.it/2013/04 ... uerra.html



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 08/07/2013, 17:16

Cinema Anecdotes

Aliens: l'attrice che interpreta il soldato J. Vasquez (si si proprio quella delle celebre battuta con Hudson che dice: Ehi Vasquez, ti hanno mai scambiato per un uomo? Vasquez: No, e a te?), Jenette Goldstein, quando si presentò all'agenzia di casting era convinta il film riguardasse l'immigrazione (messicana) clandestina giocando sullo slang americano e sul doppio senso della parola "Aliens", appunto, con cui ci si riferisce agli immigrati clandestini. E' anche per questo che nel film i marines fanno quella battuta su Vasquez dicendo "ha sentito parlare di alieni illegali e si è arruolata", che era una presa in giro bonaria all'attrice.



The Terminator:

- O.J. Simpson era stato considerato per il ruolo di Terminator ma i produttori pensavano che era “troppo bello” per essere preso sul serio come un assassino a sangue freddo. Ironia della sorte: nel 1994 fu poi accusato di aver ucciso l’ex moglie Nicole Brown e l’amico Ronald Lyle Goldman.

Anche Lance Henriksen era stato originariamente considerato per il ruolo di Terminator. Alla fine fu preso Arnold ma Henriksen ha avuto poi modo di interpretare la parte di un cyborg umanoide quando ha recitato il ruolo di Bishop in Aliens - Scontro finale (1986), anch’esso diretto da Cameron.

- Tom Selleck ha dovuto rifiutare il ruolo di Terminator perché stava girando la serie tv Magnum PI. Anche Kevin Kline e Michael Douglas sono stati considerati per la parte.

- Il progetto iniziale per il film era stato venduto alla moglie di James Cameron, Gale Anne Hurd, per il prezzo di 1 dollaro.

- Verso l’inizio del film, quando Sarah Connor (Linda Hamilton) riceve un messaggio sulla segreteria telefonica la voce è di James Cameron.

- Linda Hamilton si era rotto la caviglia prima della produzione, e doveva bendarsi la gamba ogni giorno, in modo che potesse fare le scene di inseguimento. Queste scene sono state spostate verso la fine del programma delle riprese.

- Un pomeriggio, durante una pausa delle riprese, Arnold Schwarzenegger è andato in un ristorante nel centro di Los Angeles per mangiare qualcosa e si è reso conto che aveva ancora il trucco da Terminator, con un occhio mancante, la mascella esposta e la carne bruciata. Scompiglio al ristorante!

- Anche se il suono stereofonico esisteva nel 1984, Terminator è stato girato in suono monofonico. Questo perché il budget era troppo basso.

- Gli occhiali da sole indossati da Terminator sono di marca Gargoyles.

- Terminator è l’unico personaggio ad essere presente nella lista 100 heroes and villains (100 eroi e cattivi) dell’American Film Institute, sia come cattivo (per Terminator) che come eroe (per Terminator 2).

- Il film è stato rilasciato in Polonia con il titolo “The Electronic Murderer” (L’assassino elettronico). Il titolo è stato cambiato perché in Polacco Terminator significa all’incirca Apprendista, e così il titolo è stato cambiato in qualcosa di più accattivante per il pubblico. Poi la parola Terminator fu riconosciuta come il personaggio interpretato da Arnold Schwarzenegger.

- I morti nel film sono 28.

- Per il ruolo di Sarah Connor ci fu una vera e propria sfilata di attrici. La parte era stata originariamente scritta da James Cameron per Bridget Fonda, poi ha chiamato Tatum O’Neal. E’ stata poi presa in considerazione Kate Capshaw ma Capshaw stava girando Indiana Jones e il tempio maledetto. Allora si è pensato a Kathleen Turner per la parte, ma stava girando All’inseguimento della pietra verde. Debra Winger aveva fatto il provino per il ruolo di Sarah ed era stata presa. Poi però ha cambiato idea e ha rifiutato la parte. Ed ecco tutte le attrici considerate per il ruolo di Sarah prima di Debra: Gilda Radner, Susan Sarandon, Glenn Close, Rhea Perlman, Sigourney Weaver, Cybill Shepherd, Jane Seymour, Anjelica Huston, Lori Loughlin, Kim Basinger, Jodie Foster, Melanie Griffith, Christie Brinkley, Diane Keaton, Goldie Hawn, Jamie Lee Curtis, Ally Sheedy, Jessica Lange, Sissy Spacek, Kay Lenz, Liza Minnelli, Mia Farrow, Barbara Hershey, Miranda Richardson, Rosanna Arquette, Meg Ryan, Heather Locklear, Jennifer Grey, Michelle Pfeiffer, Madonna, Amy Irving, Teri Garr, Margot Kidder, Diane Lane, Carrie Fisher, Sharon Stone e Kelly McGillis.



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 08/07/2013, 17:46

Cinema Anecdotes

"555"


Quasi tutti i numeri di telefono che compaiono nella sceneggiatura di un film americano, per il cinema o la televisione, cominciano con “555”.

La spiegazione è molto semplice: trent'anni fa i telefoni americani a disco avevano sia lettere sia cifre e i numeri telefonici erano spesso formati da una combinazione di nomi (solitamente toponimi) e cifre.
Dato che il “5” corrispondeva alle lettere «j», «k» e «l» ed era impossibile che il nome di un luogo cominciasse con una qualsiasi combinazione di queste tre lettere, al “5”, di fatto, non era assegnato nessun numero telefonico reale.

Dopo che in certi film erano stati usati dei numeri di telefono realmente esistenti, che erano stati poi bersagliati di chiamate, i produttori decisero di utilizzare numeri che non avessero un equivalente nella vita reale.

Nacque cosi la tradizione di far iniziare ogni numero telefonico citato in un film con “555”.

Oggi esistono 100 numeri (da 555-0100 a 555-0199 ) appositamente risevati per questo utilizzo, che dovrebbero teoricamente essere sfruttati da qualsiasi fiction o film di produzione americana.



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda garylarson » 08/07/2013, 22:24

Hank Luisetti ha scritto:I predatori dell'arca perduta

Titolo originale Raiders of the Lost Ark
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1981
Durata 110 min
Colore colore
Regia Steven Spielberg
Soggetto George Lucas
Sceneggiatura Lawrence Kasdan
Produttore Frank Marshall
Produttore esecutivo George Lucas e Howard Kazanjian
Fotografia Douglas Slocombe
Montaggio Michael Kahn e George Lucas (non accreditato)
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche John Williams
Scenografia Norman Reynolds

Interpreti e personaggi

Harrison Ford: Indiana Jones
Paul Freeman: René Belloq
Karen Allen: Marion Ravenwood
Wolf Kahler: Col. Herman Dietrich
Ronald Lacey: Arnold Ernst Toth
John Rhys-Davies: Sallah
Denholm Elliott: Dott. Marcus Brody
Anthony Higgins: Magg. Gobler
Don Fellows: Col. Musgrove
William Hootkins: Magg. Eaton
Alfred Molina: Satipo
Fred Sorenson: Jock
Sonny Caldinez: Mean Mongolian
Tutte Lemkow: Imam
Souad Messaoudi: Fayah
George Harris: Simon Katanga
Pat Roach: Grosso meccanico tedesco








12 - Non che gliene freghi davvero qualcosa a qualcuno, intendiamoci, ma nonostante il lavoro di ricerca effettuato per mezzi e ambientazione, I predatori dell'arca perduta è zeppo di anacronismi: le mitragliatrici MP38 dei tedeschi vennero adottate solo nel '38 (il film è ambientato nel 1936), ad esempio, e l'anticarro Panzerfaust usato da Indy per minacciare i nazisti nel '43. Ma, soprattutto, i nazisti non giravano liberamente per l'Egitto, controllato dal Regno Unito, e non potevano avere le insegne dell'Afrika Corps (corpo nato nel '41), e la mappa mostrata durante gli spostamenti in aereo non poteva indicare la Thailandia, perché allora si chiamava Siam.




... continua ...
non che glie ne freghi a qualcuno ma
nella scena del mercato ci sono pompelmi made in israele ( nata nel 1948)

all'inizio del film nella lezione a scuola c'è un errore ( veniale ) che, mi pare, non sia mai stato rimarcato.
La lezione è sul neolitico ma indiana parla di un sargofago d'oro.
Con neolitico si intende un periodo storico dove l'uomo non sapeva ancora lavorare i metalli ( si usava l'oro come peraltro il rame magari in piccole collane ma per fare un sargofago ci vuole una capacità che allora non si possedeva)

a parte l'impossibilità di leggere i geroglifici così velocemente ( cosa vista anche in altri film) il faraone citato non è mai esistito, nel 98 ac regnava Tolomeo X di stirpe greca.

altra curiosità,l'idolo iniziale si inspira una statua credo incas di una donna partoriente



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 09/07/2013, 9:38

Cinema Anecdotes

Capolavori Maledetti:

Greed/ Rapacità (1925): Si tratta del primo capolavoro maledetto della storia del cinema, film che portò alla fine della carriera registica di Erich von Stroheim, genio gigantesco della settima arte! Non solo ma portò anche al collasso della Goldwyn Company (fusa dopo questo con la Metro Pictures Corporation.. controllata da Louis B. Mayer)

Inizialmente il film, un Kolossal iperdettagliato, durava quasi 10 ore! 42 bobine, 135.972 metri di pellicola, 198 giorni di riprese!! ..troppo lungo.. Stroheim riuscì a ridurlo a 24 bobine.. troppe ancora per un film muto.. l'amico di Erich interviene e lo riduce fino a 15 bobine!.. Niente da fare per la Metro..altro taglio fino al finale di 10 bobine. Le 32 bobine tagliate furono fuse dalla MGM per recuperare la quantità di nitrato d'argento che contenevano.

Erich von Stroheim perfezionista fino all'esasperazione, sostenitore del realismo a oltranza e della ricostruzione maniacale; volle girare il film esattamente nei luoghi descritti nel romanzo! Nemmeno per il famoso duello finale.. girato nella Valle della Morte!! una vera via crucis.. non esistevano strade allora.. 41 membri della troupe furono i primi bianchi (non nativi..) ad avventurarsi nel deserto dopo i pionieri.. in piena estate.. con temperature che oscillavano dai 33 ai 66 gradi!!.
14 persone si ammalarono, l'attore Jean Hersholt perde 12 kg in due settimane e con il corpo coperto di piaghe finisce in ospedale in preda a delirio; un cuoco che soffre di ipertensione muore!

Mutilato dalla produzione, stroncato dalla stampa questo fil pose fine alla carriera di Stroheim.. ma anche alla libertà artistica dei cineasti a Hollywood.

Stroheim appare nel film in un Cameo come venditore di palloni.

Assieme a Dziga Vertov, fu il primo ad utilizzare la macchina da presa nascosta; ne fa uso nella scena in cui Trina, dopo aver visto il cadavere si precipita fuori dal negozio urlando ed afferrando il braccio di un vero passante (ignaro delle riprese).



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 09/07/2013, 10:09

Cinema Anecdotes

Capolavori Maledetti:


Freaks (1932): Irving Thalberg, magnate della Metro Goldwyn Mayer, colpito dagli incassi record degli Horror della Universal, commissionò agli sceneggiatori Willis Golbeck ed Elliot Clawson la stesura del soggetto del nuovo film, richiedendo che fosse più orribile di tutti gli altri.

Tod Browning, specialista del genere, già campione di incassi con Dracula fu chiamato a dirigere il film. Era sicuramente il regista adatto per questo film, proveniva di fatti dal crudele universo dei circhi ambulanti e del vaudeville dell'America rurale; utilizzò per le riprese autentici fenomeni da baraccone trovati da Ben Piazza (direttore del casting) in tutti gli USA.. molti di loro, menomati intellettualmente, si rilevarono spesso ferocemente competitivi e incontrollabili sul set, mettendo a soqquadro lo studio e gli alberghi di Hollywood..e rivoltandosi a morsi..
Alcuni, come il piccolo Angelo Rossitto o il ragazzo senza gambe Johnny Eck, si comportaroni invece da perfetti professionisti.

Come per Greed, anche in questo caso il film subì atroci tagli.. ma non solo per la durata (tagliati un 30 minuti buoni).. la preview del Gennaio del '32 provocò svenimenti e scene isteriche.. questo portò all'eliminazione delle scene più impressionanti (..come quella in cui i freaks si accalcano su Olga Baclanova per vivisezionarla.. quando castrano il suo amante, il forzuto Henry Victor.. che nel finale ricomparirò obeso ed effeminato..).

Tutti i membri del casting ricorderanno l'esperienza come massacrante.. e la figura di Browning come quella di un maledetto bastardo, ingrato e sarcastico: una persona impossibile sotto ogni punto di vista.

Il film costato 316.000,00 dollari fu un completo disastro al botteghino. Tod Browning reduce dai successi del muto con Lon Chaney e Bela Lugosi non si riprese più dalla scandalo.. Freaks fu il suo ultimo Film!!

Ispirato al racconto Spurs di Tod Robbins (1923)



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda garylarson » 09/07/2013, 10:54

il gladiatore
la produzione si è vantata di aver consultato degli storici, ma potevano risparmiare i soldi.
in quel periodo
1 Non esisteva la qualifica di generale
2 la famosa frase " fategli vedere l'inferno" all'epoca non aveva senso
3 nella scena iniziale della battaglia i romani si chiudono in quadrato usando la lancia come una falange ma il pilum era un'arma da getto , molto fragile per la difesa
4 non si usavano le catapulte in battaglie all'aperto ( o forse pensate che i fanti stavano fermi a prendere i sassi) ma solo negli assedi alle città
5 ovviamente non esistevano proiettili che esplodevano a contatto con il terreno
6 La scena nella quale Massimo aiuta marco aurelio a salire a cavallo porgendogli la staffa è impossibile ( inventata ca 600 anni dopo)
7 per lo stesso motivo , e qui vale per tutti i film storici antecedenti all'invenzione, non era possibile una carica della cavalleria. ( troppo deboli in sella)
8 Non si chiamava ( almeno ufficialmente) colosseo ma anfiteatro flavio
9 Non si usavano tatuaggi
10 Non avevano le balestre
11 non conoscevano i caminetti
12 il lago della domus aurea era gia sparito da 120 anni ( il colosseo è stato costruito sopra)
13 la scena della pubblicità del combattimento con i volantini sfiora il ridicolo ( non si conosceva la carta ma anche se fosse di papiro , era talmente costoso che non si sarebbe mai usato per uno scopo del genere)
14 Non si entrava in armi non solo in senato ma anche in città
15 Non c'era un esercito in armi all'interno del confine dello stato
16 le divise dei legionari come quelle dei gladiatori sono ridicole
c'è ne sarebbero altre ( qualcuno si è preso la briga di contarle e sarebbero all'incirca 200) ma sono le prime che mi vengono in mente.



Hank Luisetti
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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 09/07/2013, 11:00

Cinema Anecdotes

Sergio Leone:


- PER UN PUGNO DI DOLLARI, 1964.

.Quando Sergio Leone cercò una produzione per girare "Per un pugno di dollari" pochi furono a credere nel suo progetto. Molti ironizzarono soprattutto sul fatto che nel film non c’erano donne o meglio non c’erano ruoli importanti per un personaggio femminile di rilievo per cui un western senza donne non si poteva fare.

.Per quel che riguarda il film molti credevano che questo western fosse comico e fu proposto a Leone di cambiare la sceneggiatura, inserire delle situation comedy e affidare il ruolo di attori protagonisti a Tognazzi e Vianello!

.Per il protagonista Leone cerca James Coburn ma l’attore per fare il film vuole 25.000 dollari. Il budget è basso e si può arrivare al massimo a 15.000 ma guardando una pellicola giunta dagli States “Rawhide” un serial western di successo concorrente di “Bonanza”, Leone nota un giovanotto imberbe con la faccia da duro: Clint Eastwood. Ingaggio: 15.000 dollari.

.Il film viene realizzato in 6 settimane di lavorazione tra gli interni a Cinecittà e gli esterni in Spagna a 40 km da Madrid. Il luogo è "La perizia" di Colmenar Viejo, un piccolo paesino. A pochi giorni dalla fine del film a Leone mancano i fondi. Non ci sono più soldi per girare la scena finale della sparatoria con Ramon ed i suoi in Almeria ma Don Josè mette a disposizione il suo villaggio western a credito grato del fatto che il regista, girandovi il film, valorizza il deserto di Almeria e tutta la zona circostante.

.La produzione intanto vuole, vista la presenza di un attore americano, che il regista e alcuni attori nei titoli di testa cambino nome, così Sergio Leone diventa Bob Roberson e Volontè si trasforma in Raul Welsh ma il film va alla grande, le sale si riempiono fino all’inverosimile e visto l’inaspettato successo si ristampano in fretta e furia i titoli del film con i nomi originali del regista e di Volontè.

.Leone per questo film è costretto a pagare a Kurosawa una penale per i diritti d’autore poiché il film segue di pari passo la trama della “Sfida del samurai” (Yojimbo) che il regista romano ha visto e da cui trae la sceneggiatura. Il successo è enorme ma circa il 50% degli introiti vanno a Kurosawa.


- PER QUALCHE DOLLARO IN PIU’, 1965.

.Per il secondo film della trilogia del dollaro oltre a confermare Eastwood e Volontè si ricorda di un grandissimo caratterista dei grandi western americani: Lee van Cleef. All’inizio Cleef sembra sparito nel nulla, gli emissari della produzione non riescono a rintracciarlo, infine l’attore viene scovato in una clinica di Los Angeles dove si è dato alla pittura durante il periodo di disintossicazione. Lo trovano con un soprabito grigio, il sorriso un po’ stanco e giù di morale poiché da qualche anno non lavora ma Leone non ha dimenticato quel ghigno di "Mezzogiorno di fuoco", il capolavoro di Zinnemann. Così Cleef viene ingaggiato ed insieme a Eastwood e Volontè.
In questo film c’é anche una piccola ma intensa partecipazione di Klaus Kinsky nella parte di un pistolero gobbo.


- Il BUONO IL BRUTTO IL CATTIVO, 1967 .

.Eastwood e Cleef questa volta sono affiancati dal picaresco Eli Wallach nella parte di Tuco “Il brutto” e come già avvenuto per i film precedenti Leone affianca agli attori Usa caratteristi ed attori di teatro italiani come Luigi Pistilli nella parte di un frate fratello di Tuco, e Aldo Giuffrè che con un cameo indimenticabile fornisce una grande prova d’attore nel ruolo di un capitano nordista alcolizzato e disincantato che guida l’assalto dell’Unione ad un ponte conteso.

.C’e stato per "Il buono il brutto il cattivo" un accurato studio delle divise della guerra civile americana sul fronte ovest, delle armi, e delle artiglierie; inoltre personaggi storici come il colonnello unionista Canby e il generale confederato Sibley vengono citati alcune volte durante il film.


- C’ERA UNA VOLTA IL WEST, 1968 .

.Osservando molti film western il regista decide di ingaggiare Charles Bronson e interpellato sul perché di quella scelta risponde ”Perché con quella faccia ferma le locomotive”. Ad interpretare il cattivo Frank è Henry Fonda eroe di tanti film (indimenticabile in “Sfida infernale" e nel “Massacro di Fort Apache”). Fonda si presenta sul set con baffi e lenti a contatto scure per essere più truce ma Leone dopo qualche giorno decide che tutto quel travestimento non serve. Vuole proprio il solito volto di Fonda affinché faccia da contrasto con il personaggio che deve interpretare e che il pubblico non è abituato a vedere in lui: uno spietato assassino. C’é anche Jason Robards uno dei più grandi attori americani nel ruolo di Cheyenne, bandito dal cuore d’oro. Per i personaggi di contorno ecco due grandi del teatro: Paolo Stoppa (il matto) e Gabriele Ferzetti (straordinaria interpretazione di Mister Ciuff Ciuff).

.Tutto è pronto e si riparte per Almeria (Spagna) dove tra l’altro le produzioni italiane stanno girando molti film anche con Giuliano Gemma, Franco Nero, Tomas Milian, Klaus Kinsky, Lee Van Cleef, tutti travasati dopo il successo dei film leoniani, nei film di Corbucci, Tessari, Castellari, Valeri, Colizzi ed altri.

.Leone non fa mai mancare alla troupe nulla neanche in pieno deserto. Un giorno Robards si confida con Bronson. C’e una tavolata imbandita di tutto il ben di Dio. Paella, Spaghetti in abbondanza. “Charles siamo venuti per girare o per mangiare?” dice al collega. “Zitto. Un’occasione del genere non ci capiterà più!", risponde Bronson.

."C’era una volta il west" incasella subito un record: quello dei titoli più lunghi della storia del cinema.
Per l’apertura del film con l’attesa alla stazione Leone avrebbe voluto tutt’altra situazione. Infatti gli uomini che aspettano l’arrivo del treno da dove scenderà “armonica” dovrebbero essere interpretati da Clint Eastwood, Lee Van cleff ed Eli Wallach. Con quella metafora (i tre vengono tutti uccisi da armonica) Leone vuole uccidere i personaggi dei suoi precedenti western poiché il suo ultimo film racconta la fine della frontiera americana. L’idea viene subito proposta ai primi due che accettano subito ma Clint Eastwood vuole tanti soldi. Ormai è una star grazie al successo de "Il buono il brutto il cattivo" che negli States è diventato a tal punto un cult da far pronunziare a Bob Kennedy in piena campagna elettorale “Mio fratello è il buono, Nixon è il brutto e Mac Namara è il cattivo". Non se ne fa niente anche perché inserire nel cameo solo i primi due non avrebbe senso. Leone ripiega quindi su Woode Stroode, Jack Palmer e uno dei caratteristi del film precedente.

.Alcune sequenze come quella di Jill ed il matto sul calesse vengono girate nella Monument Valley, il regno di John Ford.

.Alla sceneggiatura del film lavorano Bertolucci e un giovane timido ed introverso che dimostra del talento: si chiama Dario Argento e l’invenzione e la caratterizzazione nella sceneggiatura del personaggio di Armonica è frutto del suo lavoro. “Stasera Sergio Leone è venuto a casa mia!” racconterà un Argento incredulo ed entusiasta agli amici. "C’era una volta il west" è per Leone il funerale del western, la fine della frontiera, (tema che sarà caro anche a Peckimpah), la fine dei sogni di un bimbo.


- GIU’ LA TESTA, 1971.

.Dopo C’era una volta il west Leone si mette al lavoro per preparare un grande sogno quello che poi sarà il suo capolavoro assoluto ed in fondo un suo testamento: "C’era una volta in America". Lo spunto nasce da un romanzo di Harry Grey, "A mano armata”, in cui si narrano le gesta di alcuni ragazzi ebrei durante l’epoca del proibizionismo. Il tutto è ormai più che un'idea ma a cambiare le cose in corsa arriva la produzione che esige dal regista un altro western. Ormai il prodotto “tira” ma Leone non vorrebbe essere coinvolto nella regia, ma solo come co-produttore.

.L’idea sarebbe quella di affidare la regia del film a Sam Peckinpah, per la ferma volontà del regista. Il secco rifiuto di Peckinpah e, probabilmente, le diverse cognizioni del cinema in sé per sé che vi erano tra l'americano e l'italiano, fecero arrabbiare fortemente Leone che spinsero il regista romano a volersi prendere una rivincita su Peckinpah pensando, sceneggiando e, dirigendo in parte Il mio nome è Nessuno, nel quale, in una scena ambientata in un cimitero, un giovane Terence Hill indica a Henry Fonda una lapide con inciso sopra le seguenti parole: Sam Peckinpah.

Dopo il rifiuto di Sam fu scelto Peter Bogdanovich che contattato si presenta a Roma con la bella moglie convinto di dover fare un film alla VIVA VILLA! O VIVA ZAPATA, trattandosi della rivoluzione messicana, ma le cose cambiano del tutto quando Rod Steiger e James Coburn, già ingaggiati, accettano di fare il film solo se a dirigerlo sarà proprio Sergio Leone o stracceranno il contratto e così, dopo poco tempo, Leone si ritrova sul set di questo film.

.Mentre si gira in Almeria – Spagna che ormai è diventata una piccola Hollywood, viene costruito dalla troupe un ponte che bisognerà far saltare in aria nella sequenza di Juan e John rimasti in retroguardia con le due mitragliatrici ad attendere i regulares di Huerta. Un bel mattino i pastori della zona, increduli, vedono erigersi un ponte nuovo di zecca nella zona. Questo d’ora in poi permetterà loro di accorciare sensibilmente un lungo tratto di strada che li costringe ogni volta a fare un lunghissimo giro con il gregge. Un bel giorno però il ponte salta in mille pezzi ed i pastori ignari della presenza della troupe si presentano ad Almeria città chi protestando contro il sindaco per l’abbattimento del ponte, chi spaventato a morte pensando ad un attentato. In città faticano non poco a spiegare ai pastori spagnoli che quel ponte serviva solo per fare un film… e basta.



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda garylarson » 09/07/2013, 11:04

Robin Hood di Kostner
non tanto l'uso del cannocchiale ( va beh, nel film, lo attribuiscono agli arabi) ma la scena più ridicola è quella della fabbricazioni delle frecce con un fuoco da grigliata di carne.
Giusto , ma forse , forse se fossero di piombo.
Ultima modifica di garylarson il 09/07/2013, 11:23, modificato 1 volta in totale.



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda garylarson » 09/07/2013, 11:12

- PER QUALCHE DOLLARO IN PIU’, 1965.

.Per il secondo film della trilogia del dollaro oltre a confermare Eastwood e Volontè si ricorda di un grandissimo caratterista dei grandi western americani: Lee van Cleef. All’inizio Cleef sembra sparito nel nulla, gli emissari della produzione non riescono a rintracciarlo, infine l’attore viene scovato in una clinica di Los Angeles dove si è dato alla pittura durante il periodo di disintossicazione. Lo trovano con un soprabito grigio, il sorriso un po’ stanco e giù di morale poiché da qualche anno non lavora ma Leone non ha dimenticato quel ghigno di "Mezzogiorno di fuoco", il capolavoro di Zinnemann. Così Cleef viene ingaggiato ed insieme a Eastwood e Volontè.
si era dato all'arredamento di interni e in quell'occasione perse un pezzo del dito mignolo che lo caratterizzerà nelle scene di duello.

ps avrei una domanda:
jack nicholson pretese ( come sembra da un sito internet) o rinunciò ( come mi ricordo) alla partecipazione agli incassi del Batman di Burton ?



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Hank Luisetti » 09/07/2013, 11:17

Leggendo su IMDB si dice che "Jack Nicholson got the role of The Joker but demanded top-billing and a lucrative deal that gave him royalties on all merchandise."



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda garylarson » 09/07/2013, 11:27

Hank Luisetti ha scritto:Leggendo su IMDB si dice che "Jack Nicholson got the role of The Joker but demanded top-billing and a lucrative deal that gave him royalties on all merchandise."
il mio inglese è debole come la mia memoria :forza: ( meno male che non c'era la domanda a trivia cinema)
quindi fece una barca di soldi. ( più che meritati peraltro)



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda PENNY » 09/07/2013, 11:29

Hank Luisetti ha scritto:
."C’era una volta il west" incasella subito un record: quello dei titoli più lunghi della storia del cinema.
Per l’apertura del film con l’attesa alla stazione Leone avrebbe voluto tutt’altra situazione. Infatti gli uomini che aspettano l’arrivo del treno da dove scenderà “armonica” dovrebbero essere interpretati da Clint Eastwood, Lee Van cleff ed Eli Wallach. Con quella metafora (i tre vengono tutti uccisi da armonica) Leone vuole uccidere i personaggi dei suoi precedenti western poiché il suo ultimo film racconta la fine della frontiera americana. L’idea viene subito proposta ai primi due che accettano subito ma Clint Eastwood vuole tanti soldi. Ormai è una star grazie al successo de "Il buono il brutto il cattivo" che negli States è diventato a tal punto un cult da far pronunziare a Bob Kennedy in piena campagna elettorale “Mio fratello è il buono, Nixon è il brutto e Mac Namara è il cattivo". Non se ne fa niente anche perché inserire nel cameo solo i primi due non avrebbe senso. Leone ripiega quindi su Woode Stroode, Jack Palmer e uno dei caratteristi del film precedente.
Sarebbe stato semplicemente splendido avere quei tre nella scena iniziale :notworthy: :notworthy: :notworthy:



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Re: Cinema: Quotes & Anecdotes

Messaggioda Bluto Blutarsky » 09/07/2013, 11:30

Potrei sbagliarmi, ma corrisponde al vero il fatto che Harrison Ford rinunciò ad una percentuale sugli incassi del primo Star Wars perchè affatto sicuro del film, pretendendo invece un compenso fisso?

P.s: nel caso, ottima pensata Indy :forza:


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