Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

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Jack The Sack
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Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Jack The Sack » 07/05/2016, 9:35

In settimana sono stato a vedere Concussion (La zona d'ombra).
Sono rimasto impressionato oltre che dalla recitazione di Will Smith, dal modo in cui appare l'Nfl, soprattutto dalla chiarezza con la quale viene presentata essa stessa ed il modo di percepirla da parte del popolo statunitense, ben sintetizzato dalla figura del dottor Bailes (Baldwin).
Non ricordo la citazione precisa, ma l'ex responsabile medico degli Steelers è a lungo diviso tra difendere il suo vecchio mondo e portare avanti la ricerca e l'accusa del dottor Omalu (Smith).
Alla fine, tutti sanno che il football è molto pericoloso, ma tutti, dal commissioner all'ultimo dei tifosi sembrano pronti a sacrificare vite sull'altare del nuovo dio della domenica.
Quello che mi colpisce è l'endorsment di fatto ottenuto da parte dell'Nfl che ha consentito l'utilizzo di loghi, nomi, squadre e colori reali.
Tagliabue ne esce malissimo e Goodell non molto meglio.
Tuttavia l'Nfl sembra dire
"è così. Noi proviamo a fare dei passi avanti sulla sicurezza dei giocatori, ma la posta in gioco resta alta. Prendere o lasciare"

Da tifoso 9ers, per tutto il film non ho potuto che ricordare il repentino ed inaspettato ritiro del promettentissimo Chris Borland, così come quello dello "stralunato" Anthony Davis.
è possibile che si arrivi un giorno ad un gioco che metta completamente al bando qualsiasi tipo di contatto alla testa?
Di certo le modifiche al regolamento degli ultimi anni vanno in questo senso, ma è ipotizzabile - soprattutto nella battaglia tra le linee, che questi colpi siano del tutto esclusi dal gioco?



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Il Re ha parlato! » 07/05/2016, 15:38

Il problema principale non sono tanto i contatti alla testa, di per se pericolosissimi, ma la velocità di gioco che è elevatissima. Cosa che non appare da uno schermo televisivo, l'azione si sviluppa ad una velocità spaventosa, e di conseguenza anche i contatti, con giocatori che si schiantano l'un l'altro andando a mille, e vale sia per le linee che in campo aperto.
Quindi trovo sia un po' inutile proibire i contatti alla testa(ma che comunque andrebbero limitati e/o penalizzati più duramente), se poi ti arriva un placcaggio al corpo a duemila all'ora che ha ripercussioni su tutto il fisico, testa compresa. Vedi gli speciali di Sport Science con Ray Lewis per capire in numeri quanto può far male un placcaggio.
Quindi che si fa'? Si dice ai giocatori di non correre troppo fino a che la tecnologia delle protezioni non arrivi ad un livello tale da assorbire completamente gli impatti?
Mi sembra di aver farfugliato qualcosa, ma è un argomento talmente complesso... :nonsa:
Poi non sono molto d'accordo sulla conoscenza dei rischi, il "tutti sanno che è uno sport pericoloso", è un po' una caxxata che si dice, ma persone che ne sono realmente consapevoli sono poche a mio avviso, sia tra i giocatori che tra i tifosi.
Ecco io inizierei a lavorare su una maggiore consapevolezza e conoscenza dei rischi come punto di partenza.



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Bada92 » 07/05/2016, 16:38

Io prendo difficilmente una parte in questi discorsi...però provo a dire la mia:

Secondo me, come credo secondo tutti, è ovvio che bisognerebbe cercare di limitare queste pessime conseguenze...ma il Football è questo, la tecnologia per le protezioni è massima, quindi insomma, si può fare relativamente poco per ovviare completamente al problema, poichè questo è radicato nel gioco stesso, i colpi alla testa sono puniti già adesso, e vedo raramente giocatori che puntino dritto alla testa...però purtroppo a volte nel contatto, succede...

Io da appassionatissimo di Moto e di Corse in moto, vedo un certo parallelismo con questo discorso...molte volte si parla del pericolo, si dice che non si rendono conto, ma in realtà negli anni sono stati fatti progressi esagerati nella sicurezza di pari passo con le prestazioni, ma ci sono cose, pericoli, che che non possono essere eliminati completamente da uno sport che con questi pericoli è nato...!! E questo credere che i ragazzi che praticano questi sport siano sprovveduti sui rischi, mi sembra di sminuire un po' la cosa, i ragazzi sanno cosa vuol dire, anche perchè lo capisce pure una capra alla prima partita/gara seria che si fa, che i pericoli ci sono e ci si può far male seriamente direi...



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Boba Fett » 07/05/2016, 17:22

Premetto che di football ne seguo praticamente zero e molto probabilmente sto per dire una grossa stupidaggine, però guardando certi interventi particolarmente duri mi chiedevo se, paradossalmente, li vedremmo anche nel caso giocassero senza casco.



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Il Re ha parlato! » 07/05/2016, 17:26

Bada92 ha scritto:Io prendo difficilmente una parte in questi discorsi...però provo a dire la mia:

Secondo me, come credo secondo tutti, è ovvio che bisognerebbe cercare di limitare queste pessime conseguenze...ma il Football è questo, la tecnologia per le protezioni è massima, quindi insomma, si può fare relativamente poco per ovviare completamente al problema, poichè questo è radicato nel gioco stesso, i colpi alla testa sono puniti già adesso, e vedo raramente giocatori che puntino dritto alla testa...però purtroppo a volte nel contatto, succede...

Io da appassionatissimo di Moto e di Corse in moto, vedo un certo parallelismo con questo discorso...molte volte si parla del pericolo, si dice che non si rendono conto, ma in realtà negli anni sono stati fatti progressi esagerati nella sicurezza di pari passo con le prestazioni, ma ci sono cose, pericoli, che che non possono essere eliminati completamente da uno sport che con questi pericoli è nato...!! E questo credere che i ragazzi che praticano questi sport siano sprovveduti sui rischi, mi sembra di sminuire un po' la cosa, i ragazzi sanno cosa vuol dire, anche perchè lo capisce pure una capra alla prima partita/gara seria che si fa, che i pericoli ci sono e ci si può far male seriamente direi...

Il punto non è farsi male sul colpo, quello vale per ogni sport, puoi cadere dalla moto, puoi prendere una tacchettata in faccia a calcio o puoi romperti una gamba stile Paul George. Non manca la consapevolezza che nel praticare uno sport puoi farti male, in modo più o meno grave.
Manca la consapevolezza che ad ogni placcaggio, ogni blocco e ogni azione in generale, aumenti di molto le probabilità di riportare danni celebrali, al sistema motorio e nervoso a lungo termine.
Quale sport(a parte la boxe) ha gli stessi rischi? Dalla moto puoi cadere farti male, molto male o morire. Ma vuoi dirmi che ad ogni giro di pista ti avvicina sempre di più all'alzheimer o altre malattie al cervello?
Questi sono i rischi a cui manca la consapevolezza, non: se ti colpiscono ti fai male(ma dai!) Ma: se ti colpiscono tra dieci anni potresti morire di emorragia celebrale(esempio).



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Geronimo » 07/05/2016, 18:42

Ho iniziato a seguire il football NFL negli anni '80, per una decina di anni. Poi una lunga pausa fino al 2008, anno in cui ho ricominciato.

Quando lo seguivo sui canali Mediaset negli anni '80, ogni tanto c'erano filmati d'epoca, principalmente anni '70. Posso quindi fare un paragone ragionato.

In passato, l'uso della testa e del casco era un episodio casuale e fortuito. Era rimasta famosa l'azione di Earl Campbell che a testa bassa si lancia contro il petto di un avversario per farsi largo. Era considerato un caso eccezionale, unico. Allo stesso modo, i difensori pensavano più a placcare che a travolgere l'avversario arrivandogli addosso come un treno con 50 vagoni. Se qualcuno vuole cercare su Youtube i placcaggi di gente come Butkus o Lambert, considerati il terrore di ogni attaccante, vedrà che erano sicuramente violenti, ma anche di grande tecnica.

C'è poi da considerare l'aspetto del fisico. Se qualcuno ha la pazienza di guardarsi "A football life - John Riggins" a un certo punto, verso la metà, lo vedra a torace nudo. Confrontate quel fisico (e Riggins era un RB di peso, non certo agile, ai suoi tempi) con quello di un qualsiasi giocatore di oggi. Sembrano giocatori di due sport diversi.

In sostanza: i giocatori di oggi prediligono la forza e la potenza d'uso sulla tecnica, a causa dell'enfasi sul generare turnover. Questo porta a privilegiare la botta che separa giocatore e pallone rispetto a un buon placcaggio che lo ferma, ma gli lascia la palla. Usano il proprio corpo come se fosse quello di qualcun altro.

Mi risulta che Jim Brown abbia detto: "Ho usato di tutto per colpire e difendermi, braccia, gambe, tronco, ma mai la testa. Usate il cervello, non la testa".

Come se ne esce? Con regole che limitano questi comportamenti. Facile da dire, difficile da fare. Per esempio, vietare interventi difensivi che non siano tentativi di placcaggio: se una safety si lancia a corpo morto sul WR che ha preso la palla per fargliela cadere e ottenere un incompleto, chiamare il gioco come passaggio completato, più penalità. Lo so che a molti questa idea non piacerà, a di questo passo credo che tra 30 anni il football non ci sarà più. Almeno, non come lo conosciamo.



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Allblack » 07/05/2016, 18:49

Alla fine del film viene detto che il 28% dei giocatori NFL hanno problemi di tipo cerebrale, beh bisognerebbe informare i praticanti fin dalle High School di questa cosa, non c'è altro da fare. Il gioco è questo e se vuoi farlo sai a cosa vai incontro.
Si puo' agire sui materiali delle protezioni, sulle regole, ma un fattore di rischio rimarrà sempre.



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda joesox » 07/05/2016, 19:17

Boba Fett ha scritto:Premetto che di football ne seguo praticamente zero e molto probabilmente sto per dire una grossa stupidaggine, però guardando certi interventi particolarmente duri mi chiedevo se, paradossalmente, li vedremmo anche nel caso giocassero senza casco.
Obiezione/osservazione che hanno fatto spesso, soprattutto coloro che giocano o seguono il rugby.

Alcuni punti:

1. è vero, fisicamente i giocatori di oggi sono dei mostri in confronto a quelli del passato
2. è vero, la tecnica di placcaggio è "peggiorata" perché si preferisce provocare i turnover tentando di separare la palla dal corpo
3. c'è differenza tra rischio ed elemento integrante del gioco. Il pitcher nel baseball rischia di essere colpito dalla pallina battuta verso di lui, ma un colpo "grave" accade due-tre volte a stagione, al massimo, su decine di migliaia di palline battute. I colpi alla testa nel football non sono un rischio, ma fanno parte continua ed integrante del gioco. Ed hanno effetto a lungo termine. Il punto cruciale è questo.

Esistono regole che possano limitare i colpi alla testa? Non ne sono sicuro.
O meglio esistono regole che possano consentire i placcaggi ai difensori ma non li obblighino a movimenti impossibili?

Senza casco anche i difensori non potrebbero andare con la massima violenza possibile sia alla testa che alle ginocchia.
Il rugby ha introdotto caschetti morbidi più protettivi che offensivi ma ha anche dovuto introdurre il "concussion protocol" perché anche nel rugby i colpi alla testa sono aumentati drammaticamente.

Non è un problema di facile soluzione.


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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Bada92 » 07/05/2016, 20:32

Il Re ha parlato! ha scritto:
Bada92 ha scritto:Io prendo difficilmente una parte in questi discorsi...però provo a dire la mia:

Secondo me, come credo secondo tutti, è ovvio che bisognerebbe cercare di limitare queste pessime conseguenze...ma il Football è questo, la tecnologia per le protezioni è massima, quindi insomma, si può fare relativamente poco per ovviare completamente al problema, poichè questo è radicato nel gioco stesso, i colpi alla testa sono puniti già adesso, e vedo raramente giocatori che puntino dritto alla testa...però purtroppo a volte nel contatto, succede...

Io da appassionatissimo di Moto e di Corse in moto, vedo un certo parallelismo con questo discorso...molte volte si parla del pericolo, si dice che non si rendono conto, ma in realtà negli anni sono stati fatti progressi esagerati nella sicurezza di pari passo con le prestazioni, ma ci sono cose, pericoli, che che non possono essere eliminati completamente da uno sport che con questi pericoli è nato...!! E questo credere che i ragazzi che praticano questi sport siano sprovveduti sui rischi, mi sembra di sminuire un po' la cosa, i ragazzi sanno cosa vuol dire, anche perchè lo capisce pure una capra alla prima partita/gara seria che si fa, che i pericoli ci sono e ci si può far male seriamente direi...

Il punto non è farsi male sul colpo, quello vale per ogni sport, puoi cadere dalla moto, puoi prendere una tacchettata in faccia a calcio o puoi romperti una gamba stile Paul George. Non manca la consapevolezza che nel praticare uno sport puoi farti male, in modo più o meno grave.
Manca la consapevolezza che ad ogni placcaggio, ogni blocco e ogni azione in generale, aumenti di molto le probabilità di riportare danni celebrali, al sistema motorio e nervoso a lungo termine.
Quale sport(a parte la boxe) ha gli stessi rischi? Dalla moto puoi cadere farti male, molto male o morire. Ma vuoi dirmi che ad ogni giro di pista ti avvicina sempre di più all'alzheimer o altre malattie al cervello?
Questi sono i rischi a cui manca la consapevolezza, non: se ti colpiscono ti fai male(ma dai!) Ma: se ti colpiscono tra dieci anni potresti morire di emorragia celebrale(esempio).
Ogni giro di pista no...ma ogni caduta, ogni reazione imprevista potrebbe...i giri di pista li compari con le azioni, non in tutte le azioni prendi colpi durissimi nel football, quindi per me le due cose sono comparabili...!! E comunque come ha detto AllBlack, é vero che si deve istruire, ma questo é il gioco...



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Il Re ha parlato! » 08/05/2016, 22:56

Bada92 ha scritto: Ogni giro di pista no...ma ogni caduta, ogni reazione imprevista potrebbe...i giri di pista li compari con le azioni, non in tutte le azioni prendi colpi durissimi nel football, quindi per me le due cose sono comparabili...!! E comunque come ha detto AllBlack, é vero che si deve istruire, ma questo é il gioco...

Il punto che forse non è chiaro, è che i danni non te li fa' solo il colpo violento, ma anche azioni normali e poco appariscenti, altrimenti il pericolo sarebbe solo limitato a chi porta palla e a chi lo butta a terra. Prendi le linee come esempio, sono omoni da 120 chili in su, che si schiantano contro altri omoni per un centinaio di volte a partita, un vero toccasana per la salute. Per questo non mi sento di comparare i giri di pista alle azioni a football.



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Allblack » 21/05/2016, 6:44

Qualcosa si muove: https://twitter.com/NFL/status/733820877087866880

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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Geronimo » 21/05/2016, 19:06

Allblack ha scritto:Qualcosa si muove: https://twitter.com/NFL/status/733820877087866880

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Mi pare che si parli di veterani di guerra.

22 suicidi al giorno tra ex giocatori di football mi sembra un po' troppo ...



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Re: Come esce l'Nfl dalla "zona d'ombra"?

Messaggioda Allblack » 21/05/2016, 23:49

Non mi pare di aver letto sta cosa dei 22 suicidi al giorno...

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